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Posts Tagged ‘CGIL’

Se l’altra metà del cielo scende in Piazza.
Campo Santa Margherita a Venezia: folla per "Se non ora quando?"Piazza santa Margherita a Venezia. Piazza del Popolo a Roma. Piazza Castello a Milano. Piazza Maggiore e Piazza XX settembre a Bologna. Piazza della Repubblica a Firenze. A Torino piazza San Carlo. Piazza Unità d’Italia a Trieste. Piazza Caricamento a Genova. Piazza Dei signori a Padova. Piazza del Popolo, mai nome e risuonato più opportuno, a Pesaro. Piazza Dante a Napoli. Piazza Verdi a Palermo. E ancora alla basilica del Sacro Cuore, in cima a Montmartre, a Parigi. E poi a Londra. Fino a Tokio. Ma a ricordarle tutte non c’è tempo bastante. Mi scuso solo con quelle rimaste fuori.
Ho sentito tante storie, ognuna con le sue ragione. Alcune sono state lette da quel palco di Roma. Altre erano solo nella folla, nel vociare, in quel popolo. Confuso? non credo. Ho ascoltato le opinioni del prima e del dopo. Cercando di portare quasi lo stesso rispetto per tutte. Cercando di capire. In quelle contro e in qualcuna pro m’è sembrato di trovare molta grossolanità. Ben oltre le posizioni espresse. Certo non sono qui per spiegare, non ho tanta presunzione. Le trovo grossolane anche perché ho visto la passione che ha messo Lei. che l’ha spinta in quella Piazza (come molte altre). La stessa passione e le stesse ragioni che la spingono da allora. E allora nessuno sapeva nemmeno chi era questo premier. Probabilmente cantava ancora nelle navi da crociera.
Di piazze ne ho viste tante. Circa cinquant’anni. Credo di esserci andato una prima volta con una candela in mano credendo di salvare una vita. E nemmeno era una piazza, né un campo, era solo un campiello. E’ stato quello l’inizio. Era solo il 1960. Non è passato troppo tempo. Sono io ad essere vecchio. E ho visto piazze festose e piazze tristi e piazze di lotta. Le provocazioni e le rabbie. Il Vietnam, il Che, il Chile e Salvador. Le stragi nere e quelle cosiddette rosse. Gli anni di piombo. La strategia della tensione. Tutta una collana di romanzi criminale, visto che è di moda. E non sarebbe servito andare al cinema per vedere i noir americani. Alcune le ho raggiunte a piedi, più spesso con lunghi viaggi in treno; col vino e le cibarie, con le nostre canzoni. Non ne vedrò mai abbastanza. Sempre le emozioni. Immense stavolta. Sono le mie Piazze del mio Mondo. Di un Mondo ancora possibile. E’ bello vederle affollate.
E c’erano quelle della CGIL, ma non credo sia un partito. E mille cartelli e striscioni. Sciarpe bianche, come chiesto, come Ross, e fiocchi rosa. Nessuna bandiera, tranne quella dell’ANPI. Anche questa non la credo partito. Non erano tutte di una parte, questo è certo. E nemmeno erano tutte quelle di quella parte. Certo erano tante. Tantissime. Da sembrare tutte. Un mondo diverso. Allegro. Colorato. Anche arrabbiato. Erano semplicemente donne (sono belle le nostre donne). E le poche “forze dell’ordine”, in assetto antisommossa, apparivano anacronistiche. Sembravano figure di una farsa. Devono aver provato vergogna ché son sparite subito dentro un portone. Non era una Piazza contro. Non come si vuol far credere. Non era contro altre donne. Non per una morale contra un’altra morale. Per una etica e contro una diversa etica. Bello il cartello “Non buone né cattive ma solo donne”. Era a favore. A favore di una cosa soprattutto: LA DIGNITA’. Certo un po’ anche contro Berlusconi. Non è questo il tema che mi interessa; che mi prefiggo. E di questo lascerei parlare eventualmente Lei. Certo contro i fascismi. Ma questo non è ancora un paese antifascista? La Piazza lo era. Sicuramente contro questa politica. In realtà semplicemente alternativa.
C’era un cartello giallo con una scritta nera diceva “Addio Bocca di rosa con te se ne parte la primavera”. Le mie ragioni contano poco. Sono andato anche e soprattutto perché credo che l’alternativa debba ritrovare la Piazza. Perché credo che dovremmo ritrovare luoghi e parole d’ordine che credevamo ormai nostro patrimonio. Ripercorrere quelle strade. Quelle esperienze. Richiamarle a nuova vita. Denudare le nostre facce. Metterle assieme. Certo sono andato con la donna che amo. Una donna che ammiro. Che rispetto. Con cui condivido molto se non tutto. Anche naturalmente l’amore. E persino una sottile ironia a volte necessaria per parlare delle cose e soprattutto di noi. Certo mica eravamo da soli già prima di arrivare in quella piazza. C’era anche la strega perché le nuove streghe sembrano tornate. Ricordo anche quegli anni. Insomma: “tremate perché si sono incazzate”.
Non ho mai dubitato che ci potranno salvare solo le donne. Ma non è solo di questo che questa m’è sembrata la più bella. Certo anche di questo. Al di là dei bizantinismi. In realtà questo premier ha contro la Piazza. Altrove ci sarebbe di che rinunciare. In realtà non ha nemmeno una vera maggioranza. Non nel paese. Non ha più alcun mandato derivato dal voto. Come dice lui “dal voto sovrano”. In realtà è sovrano il voto, non lui. Comunque son stanco di Piazze tristi. La mia canzone ne ricorda una delle tante. Vorrei poterla scordare. Scordare non è tra le mie qualità la più frequentate. Nemmeno sarebbe giusto. Vorrei sempre Piazze così. Quello che mi interessa è che è solo una Piazza contro questa politica. E’ una piazza dentro la crisi della politica. Della politica e del suo modo di organizzarsi. La crisi dei soggetti Partito. Ancora una volta.
Non è una novità. Io la vedo così. Usare vecchi schemi rende grossolana l’analisi. L’analisi di movimenti, e momenti, che nascono spontaneamente e spontaneamente si auto-organizzano. Non riusciamo a capirlo. Non abbiamo chiavi cognitive. Interpretarli, incanalarli sarebbe un primo passo verso un cambiamento. Sarebbe anche probabilmente la loro morte. Certo non hanno ancora saputo esprimere leaders “credibili”, ma credo ci siano cose che accomunano la gente di quel mondo. Cose che sono “senza se e senza ma”. Parole d’ordine. Cominciamo, per esempio, col dire che l’acqua è di tutti. Sarà il petrolio di domani. E’ di tutti. Cominciamo a difendere il mondo che anche quello è di tutti. Parliamo di sviluppo sostenibile e di fonti energetiche alternative. Torniamo a combattere la guerra come mezzo per regolare le controversie territoriali. E gli interessi. E la finanza. Condanniamola come mezzo e punto. Combattiamo qualsiasi forma di discriminazione e di razzismo. Ritroviamo buon senso e dialogo. Etc. Nessun tentennamento. Perché le maggioranze si costruiscono, nel paese. Le alleanze si fanno con le persone. E allora quel mondo sarà sempre lì. Pronto a spendersi. Perché la maggioranza non è nel portafoglio, è ancora nel cuore.¹

Se non ora quando? Adesso.


1] Foto da Facebook dell’amico Paolo Firla.

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Non possiamo restare immobili davanti alla deriva che sta prendendo il nostro paese. Ricevo e pubblico:

politica3LEGGETE CON ATTENZIONE L’ALLEGATO E’ STATO PREPARATO DA NOI DELEGATI SINDACALI E DELEGATI RSU DELLA FUNZIONE PUBBLICA CGIL DI VENEZIA PER FARE APPELLO A TUTTE LE LAVORATRICI E A TUTTI I LAVORATORI DEL PUBBLICO IMPIEGO PERCHE’ ADERISCANO ALLO SCIOPERO GENERALE NAZIONALE PROCLAMATO DALLA CGIL IL 12 DICEMBRE 2008.

PRENDIAMO COSCIENZA DI QUANTO STA ACCADENDO NEL NOSTRO PAESE, PENSIAMO A QUANTO HANNO LOTTATO I NOSTRI GENITORI, I NOSTRI NONNI PER POTERCI LASCIARE UN MONDO DEL LAVORO CHE GARANTISSE I DIRITTI E I DOVERI DEI LAVORATORI DEGNI DI UNA SOCIETA’ DEMOCRATICA.

PER IMPEDIRE DI ESSERE SPAZZATI VIA DA CHI VUOLE METTERE ALL’ANGOLO I LAVORATORI, I PENSIONATI, I PRECARI, LE DONNE, I GIOVANI, GLI IMMIGRATI, GLI STUDENTI E I CITTADINI DI QUESTO PAESE, SCIOPERIAMO IL 12 DICEMBRE.

TUTTO IL PAESE, I GIORNALI, LE TELEVISIONI E LA CLASSE POLITICA DEVONO VEDERCI, CONTARCI E PRENDERE ATTO CHE BISOGNA RIVEDERE RADICALMENTE LA MANOVRA ECONOMICA E ATTUARE IN ALTERNATIVA MISURE EQUE A FAVORE DEI SALARI, DEI CONSUMI, DEL LAVORO, DELLO STATO SOCIALE, DELLA SCUOLA, DELL’OCCUPAZIONE E DEI DIRITTI DI TUTTI I CITTADINI. PROPRIO IL CONTRARIO DI QUELLO CHE STA FACENDO E CHE SI APPRESTA A FARE IL GOVERNO E IL PARLAMENTO CON IL DISEGNO DI LEGGE FINANZIARIA E LE RIDICOLE MISURE ANTICRISI.

Ciao Fiore

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VENERDI’ 5 SETTEMBRE 2008 ORE 16

Manifestazione dei Lavoratori Pubblici

Venezia era bella come sempre. Dall’ultima volta, e sono passati tanti anni, troppi, un maquillage le permetteva di mostrare il volto senza troppe rughe. Lungo riva degli Schiavoni Vittorio Emanuele (credo il secondo) fiero e al solito tante barche; di tutte le fogge. Dietro ad uno yacht ne era ormeggiato un secondo, più piccolo, tre persone a bordo. Si stavano annoiando in modo molto composto. Ci hanno fatto ciao con la manina in gesti anch’essi composti. Sulla fiancata la scritta a caratteri chiari: La dolce vita. Noi, dalla motonave, abbiamo risposto al saluto. Abbiamo provocato il saluto di tutti quelli che incrociavamo. Le bandiere garrivano al vento. Bandiere rosse, qualcuna fuori ordinanza. Bandiere a strisce, con grandi strisce bianche e verdi. Bandiere azzurre. La maggior parte col capellino in testa. Cappellini rossi. Cappellini verdi (il sospetto che siano avanzati a Bossi dall’ultima volta che ha giocato con le bottigliette). Cappelli azzurri. Il sole batteva senza il minimo gesto di pietà. I cappellini aiutavano a salvare il salvabile. Più che un manifestazione sembrava una scampagnata. Una gita faticosa e fatta per dovere, con pochi entusiasmi. Nessuno si provava nemmeno a intonare una canzone. Qualcuno faceva delle foto come dei veri turisti. Il viaggio è stato lungo e massacrante. Dio, o chi per lui, renderà meriti ai meritevoli. Tutto per andare a gridare la nostra rabbia disidratata. La cosa più terribile che è salita da quelle gole, oltre che da quei fischietti e dal megafono, con una voce di gallina, è stata: “Brunetta, Brunetta, il più fannullone sei tu“. Ho rimpianto il vecchio fanculo. Almeno quello era schietto e sorgeva dai cuori. Ma già dal viaggio avevo avuto una strana sensazione: a occhio non raggiungevamo il migliaio, ma eravamo parecchi di meno. Tutti insieme diciamo mille; i mille. Ad occhio c’erano dentro tante umanità. Tanti popoli, diversi e divisi. Quanti anni sono passati? La sensazione era che nella realtà l’unità di questo paese non si sia mai fatta.

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Decreto Legge 112 del 18 giugno 2008

La risposta dei lavoratori del pubblico impiego¹

LA NOSTRA PROFESSIONE:
DIFENDERE I DIRITTI!!!

VENERDI’ 5 SETTEMBRE 2008 ORE 16

Manifestazione dei Lavoratori Pubblici

alla Mostra del Cinema di Venezia

Lavoriamo per

UN FISCO PIU’ GIUSTO

Lavoriamo per

UNA SCUOLA MIGLIORE

Lavoriamo per

UNO STATO VICINO AI PIU’ DEBOLI

Lavoriamo per

UNA SANITA’ PER TUTTI

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1] Le immagini e i link collegano ai relativi documenti

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Caro delegato
Si sta organizzando un viaggio premio per tutti i quadri sindacali in Colombia. Vi preghiamo di voler mandare le vostre adesioni a stretto giro di posta. Le spese del viaggio di andata saranno a completo carico della Triplice.
Sconsigliamo di prenotare il biglietto di ritorno con troppo anticipo per questioni ambientali.

Dalle scriventi arriva una segnalazione che riferiamo e che sembra smentire che quanto sopra sia organizzato da loro ma nessuna formale replica o contestazione o controdeduzione.

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