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Posts Tagged ‘corruzione’

tazzina di caffèGli abitanti di Carvo erano un popolo di gente strana. Quando gli avevano imposto le regole avevano creduto di poter restare quelli che erano e invece (come avviene) le regole li avevano cambiati (un poco per volta). Allora erano una comunità operosa ma anche generosa, aperta a tutto. Per loro non esistevano gli stranieri ma solo gli esseri umani, ma forse avevano cuori e vene troppo fragili per questo giorno. Anche quando era arrivato lui era diverso ma loro non lo avevano visto diverso e le piccole egeni avevano fatto a gara per preparargli la tavola, per stirare le sue camice, per lavare i suoi panni, per pulire le sue stanze e (con piccoli sorrisi appena maliziosi) per scaldare le sue lenzuola (forse non conoscendo ancora nemmeno quelle pieghe dell’egoismo). La pietra che nascondeva nel petto non si era fatta bagnare dall’umidore di quegli occhi generosi. Aveva comprato tutto quello che poteva comprare ed era stato facile perché nessuno lì aveva mai venduto nulla, e aveva insegnato loro l’uso del denaro. Poi con una nave aveva fatto arrivare il liquore di mele e le banane, che non avevano mai visto, e nascosto il frumento dopo esserselo accaparrato. Era uscito di giorno con la donna della notte per insegnare alle altre l’invidia. Lui conosceva il suo mestiere e molto lentamente la peste si era diffusa. Il gorzino lo affrontò sfoderando il coltello e lui seppe che aveva vinto. Quando li minacciò di andarsene loro furono costretti a scegliere: deposero il loro re per offrirgli il trono. Ma lui voleva di più, voleva anche ogni loro sogno.

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Spine@con - logo aggiornato
La lista che non ti aspetti
ma che in tanti stavano aspettando

Anche a Spinola c’è un movimento che si chiama Spine@con Silvano Checchin, come proprio in una città reale. Fa niente. Arriva Martino. Vi ricordate di Martino? Come no? Va bene che è un po’ che non si fa vedere. Eppure è tipo che resta. Vestito da operaista studiatamente stropicciato. Occhiali sopra la fronte e atteggiamento da intelligente (intellettuale sarebbe troppo, e poi non suona del tutto bene). Insieme fluido di parole ricercate che stanno bene assieme pur non trovando ragione in quella compagnia; famosa è rimasta, in abito politico, la sua “sinergie” con indifferenza. Il buon Gerardo, detto anche Vinavil, ne sta ridendo ancora. Quell’imparata disponibilità democratica da “te le spiego io le cose”.
Dicevo arriva Martino. Dove? Naturalmente al bar da Clara. Nemmeno lui manca un giorno, ma non ha più il suo tavolo. Il bavero alzato come a dire Le donne svengono al mio passaggio. Gli occhiali sulla fronte come a significare Io ci vedo anche con il cervello. Diversamente sarebbe un arredo superfluo visto che è stato abbandonato anche dai capelli. Qualcuno ha proposto la scritta “Locale libero”. Da quando ha avuto il suo grande scatto d’orgoglio. Da quando ha detto il grande NO. Insomma da quando ha smesso il saluto. Mostra una espressione che tenta di imitare l’arroganza, povero cucciolo. Al momento scodinzola, però, a tutti. Scodinzola e fa la sua pipì nell’angolo per non farsi vedere.
E’ il problema dei socialisti, oggi, in Italia. Trovare un amalgama. Socialisti sono tutti socialisti. Te li ritrovi da per tutto. Ti chiedi quanti sono se non sono mai stati più di un pugno. Sono tutti socialisti pur militando in tutti i partiti. Cioè non che ognuno sia iscritto a tutti i partiti. Né trovi qualcuno almeno in ogni partito. Tutti assieme sembrano persi in un salotto. Sì! certo, qualcuno ha più d’una tessera; certo. La chiamano diaspora. Credo sia semplicemente perché non amano starsene in piedi. Ma, poi, a chi piacerebbe, che ne so? Andare al ristorante e stare a guardare. C’è sempre quel filo di invidia. E poi ce né per tutti.
Dicevamo che li trovi da per tutto tranne che dentro il partito, ma questo non è specifico di Spinola. Tutto il mondo è paese; o quasi. E i spinolenti, in questo, non sanno distinguersi. Magari anche a parlarci ti chiedi perché socialisti. Prima almeno c’erano loro e i social-democratici. Ora ci sono anche i social-liberali, i social-cristiani, i social-forzisti, i social-fascisti (anche se mi giungono nuove che il fascismo è scomparso proprio ora che è stato praticamente riabilitato, ma non ditelo a quelli di Forza Nuova, etc.), i social-comunisti, i social-legaioli (con la elle, non con la esse), i social-idioti, naturalmente, come da per tutto, i social-leghisti, i social-burloni, i social-stanchi, e chi più ne ha più ne trova. Ma cavolo, siamo o non siamo tutti di sinistra?
Mamma dice: “Son tutti ladri, tranne te che sei troppo mona per esserlo”.
Non si riesce a capire se è un complimento o solo uno sfottò.*

mariangela

Mariangela Vaglio

Perché noi sui giovani crediamo
(non li usiamo solo per specchietto per le allodole)

P.S. NOVITA’ DELL’ULTIMA ORA: anche a Spinola si sono arruolate le veline come supporters, solo che sarebbe stato più carino almeno prenderle in Italia o minimo avvertirle; probabilmente sarebbero state disposte anche ad autografarla quella foto. All’ultimissimo sembra che tra i sostenitori si sia riusciti ad arruolare anche persone purtroppo non più tra noi. Sembra che tali persone siano impossibilitate a partecipare al voto perché trattenute ad altra vita. Il buongusto governa questa campagna elettorale fatta realmente in punta di fioretto. Ringraziano avvocati e carrozzieri.


* Naturalmente Spinola è un paese immaginario che non esiste, tanto meno ai confini di Venezia, e le avventure ivi narrate non sono vissute ma solo frutto di grande fantasia e i defunti negano ogni indicazione di voto per le prossime amministrative.

E’ per quanto contenuto nel post, e per molto altro, che gli esponenti del movimento Spine@con Silvano Checchin, che esistono nella realtà, preferiscono fare la politica fuori dai partiti e da questo blog.

Delle sedi fantasma, con le bandiere che garriscono al vento primaverile, speriamo di poter parlare in una prossima post-cronaca.

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