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Posts Tagged ‘demenzialità’

Sei rimasto lì a guardare”?
Ero curioso se bastavano punti nuovi o se servivano punti vecchi. E quanti”?
Vuoi dirmi allora perché”?
Volevo liberarla dal giubbotto di salvataggio. La fretta m’ha preso la mano. Come potevo sapere che era tutto suo, cioè suo”…
Ma quanto”?
E che ne so. Non ero stato lì troppo a controllare. Prima”.
Ma ti sarai fatto un’idea”?
Insomma era una quarta, ma l’altra era una settima. Non credevo ci passasse tanto sangue. E gridava come una ossessa”.
Certo che gridava. Vorrei vedere te. Sei così imbranato. Dovresti smetterla con questo piccolo vizio”.
Quello che mi rovina è il ballo. Lo sai che mi piace il ballo”.
Basterebbe che ti fermassi a quello”.
Se non avesse sofferto quel capogiro, e non m’avesse chiesto di accompagnarla in cabina”.
Non sei più un bambino”.
Nessuno avrebbe avuto la minima incertezza. Perché dovevo averla e con che diritto? Le ho creduto subito. Non sono obbligato a diffidare di ogni donna. Avessi visto con che occhi me l’ha detto”.
Proprio di quelli dovevi diffidare”.
Ti sbagli. Non lo sapevo nemmeno io. E’ solo che, poveretta, è un po’ miope”.
Non sai resistere ad una sottana. Soprattutto se è di stoffa buona. Chissà quanti Martini ti sarai scolato. Te l’ho pure detto che bere tanti Martini poi ti fa male”.
Ma se l’ultimo era un prosecco di Valdobbiadene. Lo stavo portando a mamma. Credevo che avrebbe dovuto pazientare solo per il tempo di quel ballo. Non immaginavo tutta questa confusione. Per caso, l’hai vista”?
Lasciala dov’è che sta meglio dov’è. Forse è per queste cose che mamma ha insistito tanto per venire in crociera”.
E io credevo ch’era per il mare. Che poi qui non c’è tutto questo mare”.
Ciò non cambia che potevi stare un po’ attento”.
Sono stato attento. Ed è una signora seria; maritata. E’ stato lui che non è voluto venire”.
In cabina”?
Certo che no! che dici? In crociera. Mi son sentito proprio come un Robinson”.
E lei sarebbe stata il tuo venerdì. Mi stai prendendo in giro. Se nel salone ci saranno state cento persone”.
Dopo, in cabina. Solo che arrivati nella sua cabina le è mancata l’aria. Non riusciva a respirare”.
Non hai pensato a lei, la mamma”?
Era così contenta che il sottufficiale le facesse vedere le scialuppe. Sai che non mi piace deluderla”.
Ma le hai creduto”?
Certo, se ho provato a tagliare i lacci per fare in fretta. E’ stata la fretta”.
Non intendevo a quella signora. Dicevo di mamma”.
Perché non avrei dovuto”?
Però ti era comodo per sentirti libero”.
Giuro che non era per egoismo. Puoi credermi, se vuoi”.
Non posso evitarlo, te lo devo dire. Ho visto mamma con uno”.
Queste cose le figlie non dovrebbero dirle mai”.
Fai presto a dire tu, ma non riuscivo più a tacere. E poi sono donna”.
Sarà per lavoro”.
Ma se lei si occupa di assicurazioni e lui è autiere”.
Appunto, vedi, starà trattando per assicurargli le macchine”.
Cosa centrano le automobili? mica sono sue. Ed è ancora un ragazzo”.
Vuoi dire che”?
Voglio dire che”.
Pensi che ne dovrei parlare quando prendiamo terra”?
Perché quando scendiamo a terra”?
Perché mi potrebbe rispondere che potevo almeno aspettare che tornassimo a casa. Che sono sempre così. Che rovino sempre le cose. Lo sai anche tu com’è fatta”.
So come è fatta e come sei fatto tu. So che poi non lo farai. Alla fine mi chiedo cosa ci trovi”.
Non sarai gelosa anche tu”?
Che c’entra la gelosia? E’ che io ti amo”.
Che c’è di strano? Le figlie amano il loro padre”.
Non come noi. E poi, volevo dirti che ho scordato di prendere la pillola”.
E Giuseppe non dice nulla”?
Che c’entra lui? Non sa nulla, lui. Crede si prenda solo dopo averlo fatto”.
“Non è così”?
Si prendono per farlo. E lui si è sempre dimenticato di comperarle”.
Cosa vuol dire sempre”?
Sempre vuol dire sempre”.
Vuoi dire che lui”…
Mai. Gli ho detto che una moglie non è lì solo per quello. Che non sono a sua disposizione”.
E lui”?
Non so se ha capito. Mi ha risposto che allora li farà rammendare da sua madre. Faccia come vuole”.
Strana risposta, benedetto ragazzo. Certo che la vostra è una ben strana luna di miele. Io l’avevo detto che non mi sembrava a posto”.
A sentire te nessuno lo era, o meglio uno solo lo è: tu”.
Ho sempre pensato per il tuo bene”.
Qualsiasi cosa che pensi la pensi per il tuo di bene. Cioè la pensi con il pene”.
Non voglio sentirti parlare così. Sai che non sopporto la volgarità. E poi, mi sembra, o sbaglio? che la cosa non ti abbia mai delusa”.
Però qualche volta vista in imbarazzo: sì! Meglio parlare d’altro. Sai che la nave è portofranco”?
Che attracchi dove attracca. La mia vita è qui dentro. Non mi aspetto altro che di essere lasciato in pace. E’ mamma che ha voluto questa follia”.

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