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Posts Tagged ‘diavoli’

Angeli & cherubiniDovevo immaginarlo che non la potevo farla franca. Mi hanno sgamato subito. Quasi nemmeno il tempo di rassettarci. Gli angeli sono come noi. Cambiano ma li riconosci all’istante. Come tutti. Mica hanno le ali o almeno le nascondono bene, sotto le giacche. O forse se le fanno spuntare quando hanno assolutamente bisogno di volar via per fare in fretta. Anche se sembrano non averla mai, la fretta. E cosa più incredibile ancora è che possono essere anche donne. E vedono tutto anche se paiono così beati, quasi noncuranti. Proprio come una specie di polizia, ma disponibile e cordiale. L’unica cosa a renderli differenti è il fatto che sono qui da molto prima di chiunque altro. Nel mio caso si presentano due maschietti, a dire il vero dall’aria un po’ anonima. Guardano con severità la mia Dar’yana, ma sono palesemente venuti qui per me. Uno ha un registro molto voluminoso, l’altro una penna.
Guardano e consultano. Per un po’ il loro sorriso sereno s’incupisce in una smorfia di rimprovero. Quello a destra sembra conoscere le norme a menadito. Mi spiega che non dovrei essere là. Che non ne ho acquisito il diritto. E che non dovrei essere con lei. Che lui capisce, ma che sarebbe vietato farlo. Non mi posso ancora innamorare di una del livello superiore. Sono ancora dichiarato come incapace di governare i miei sentimenti, geloso e possessivo. Cerco in qualche modo una giustificazione che non trovo. Balbetto pretesti presunti. Non posso negare l’evidenza e di avere una preferenza per lei. Lei non sa se essere divertita o dispiaciuta nel vedermi così in imbarazzo e se la ridacchia. Poi alza le spalle e si allontana cercando di sistemarsi le vesti. Lasciandomi da solo davanti alle mie colpe. La guardo mentre si incammina orgogliosa tra le nuvole. Ha un gran bel portamento. La preferivo nuda.
Mi invitano a seguirlo con ostentata gentilezza. Non posso sottrarmi. Il paradiso è fatto così, mica lo puoi cambiare. Puoi avere tutte le donne che vuoi, ma non ti puoi innamorare, almeno finché non raggiungi la prima autostima. E comunque trascurare le altre e considerato un gesto di arroganza e scortesia. E tutte quelle donne sono belle e possono scegliere la loro età migliore. E anche le meno belle debbono essere belle agli occhi dei visitatori e dei residenti. Così entro al cospetto del Supremo a capo chino. Consapevole dei miei errori e delle mie colpe; ma anche un poco colpevolmente fiero di me. L’occhio di Dio sembra uno smartphone. La mia, in fondo, non è una colpa tanto grave. Ne deve vedere tante e di ben peggiori. Forse ha troppo da fare, poveretto. Un poco anche lo capisco. Mi lascia al giudizio di un’angela magistrato.  I miei occhi si lustrano di lei e i suoi sbrilluccicano.
Non posso che ringraziare il Signore. È la mia fortuna. Lei è molto indulgente. E molto ma molto carina. Con un tono di rimprovero, ma con una voce canagliesca, mi elenca nuovamente le mie colpe. Nel momento vorrei esternare i miei dubbi: se una donna resta soddisfatta, che c’è di male? In fondo sono stato educato che il rispetto e la fedeltà sono virtù. Conosco già la risposta: gli educatori sulla terra sono degli incompetenti imbecilli. Magari mi verrebbe data con altre parole. I suoi occhi mi giudicano e soppesano. Non ho mai capito le donne. Nella terra sono state un vero disastro. In paradiso le cose sembravano andare meglio, molto meglio. Nessuna più a dire di no. Nessuna a darmi buca. Mi sento proprio in paradiso. E ho un’energia che non è nemmeno mia. E… mi innamoro immediatamente e perdutamente di una Angela.

FINE

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