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Posts Tagged ‘distacco’

Benché gennaio fosse ormai alle porte la gente lo leggeva come in un giornale.
Con allegria ludica e sfacciataggine bambina la gente lo leggeva e ne parlava sopra. Anche il suo disagio leggeva e le sue balbuzie.
Non salutò nessuno, non portò rancore. Forse lui solo si chiese se sarebbe tornato.¹


1] scritto il 18 aprile 1991

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L’estate è così. Ci sono momenti in cui anche la cronaca sembra essersi presa un periodo di vacanza. C’è meno voglia di uscire, vuoi per l’afa, vuoi perché al bar non sai di che parlare; anche il campionato è sospeso. Anche la politica langue (forse l’esempio non è calzante perché forse quello è coma irreversibile). I miracoli passano sotto silenzio perché la gente è distratta a cercare refrigerio. I morti sul lavoro, sulle strade, sulle spiagge e in montagna, sono meno morti. L’attenzione sembra distratta. In realtà resta il romanzo da spiaggia e crogiolarsi al sole.
Ci sono dei momenti in cui ogni parola che vorrebbe uscire sembra la parola sbagliata. Che tutte le parole faticano ad uscire. Che ogni silenzio è una impresa ciclopica da scalare. E quando questi momenti avvengono d’estate è solo una grande confusione. Hanno un senso spaventoso di vuoto e solitudine. Hai solo voglia di lasciare tutto e staccare la spina.
In quei momenti qualcuno s’illude di tornare a sentirsi vivo tornando a spiare il vicino o litigando per il volume della tele.

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