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Posts Tagged ‘figlio’

Qaudro in forma di iconaSe c’è la pioggia vuol dire che le cose son destinate a non andare. Mica era la prima volta e non aveva certo bisogno di ulteriore prova. Se lo dicono le cose è bene ascoltare le cose; sarebbe buona norma. Tanto vale evitare persino di uscire. Si dispose per aspettare ma la sua attesa divenne impazienza. Si accese una sigaretta e aprì la finestra per sfrattare l’odore. Mancavano ancora un paio d’ore è lui s’era illuso di poterle affrontare, eppure lo doveva sapere che non c’è nulla di più penoso. Così cullato dal silenzio si sentì vuoto, affogare arrancando alla ricerca di aggrapparsi a pensieri che gli sfuggivano e perdere la presa. Si guardò alle spalle ma nessuno lo seguiva; non c’è solitudine peggiore di quando le ombre entrano all’improvviso mentre si aspetta. Fantasmi, li chiamano; ricordi, li avrebbe definiti, o malinconie. Poi la sera si fa da sola; la segue la notte. Il buio nasconde quel pianto come ogni pianto. La gente dorme e chi non dorme ha un prezzo da pagare. Lui lo sapeva e solo allora uscì dalla tana.
Dove vai papà?
Non aver ansia per me; tornerò prima che ti svegli. –e pensò: Io non sono io, scivolando piano.
L’ombra sulla sua ombra e lui schiacciato sopra a confonderla radente i muri. Uccidere per malinconia: il corpo di quella donna gli si afflosciò tra le braccia come uno straccio. E prendere quello che il tempo ti da e la fortuna ti riserva. Se c’è la pioggia ci si dovrebbe poter sedere attorno ad un tavolo con un mazzo di carte, tre amici e un bicchiere di vino.

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poesiaDi silenzi
erano fatti quei boschi
e passi, leziosi
passi senza peso
scivolati nel vento.
Ah! le parole difficili
E quelle facili.
E quelle foglie, quelle frasche
e quegli stessi passi
conservano il segreto
(che non è più)
e scordano il ricordo
perché è facile aver pietà
tra tanta pace
anche di sè
per non girarsi indietro;
senza girarsi indietro.
Cosa c’è dietro?
Chi lo sa?
solo la voglia di non volgersi
e una promessa mal riposta,
per chi non ha orecchie,
e una filastrocca da imparare.
E cosa c’è davanti?

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Cenerentola mostra le mutandineIl ragazzo è ormai sui vent’anni, cammina sull’acqua in punta di piedi, tutte le gambe immerse, come se l’acqua gli solleticasse brividi indescrivibili che trasforma in piccoli gridi di cristallo.
Ochette candide zampettano attorno al giovane. La madre, culone enorme, etc. (vedi descrizione) che non lo perde d’occhio, con occhi pieni di tenerezza ricontinua a chiamarlo (con tutto il fiato etc.) «Ismaeeeeele! Ismaeeeeele!» mentre qualcuno si comincia a girare incuriosito.
Finalmente il ragazzo da segno di sentirla. Si volge e porta la mano aperta alla bocca: “Cosa devo fare? Come ve lo devo dire? Chiamatemi Mimì“.

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