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Posts Tagged ‘gesti’

luna, castello, uccello e personaggiNon c’è niente di meglio dopo che una buona sigaretta”. Le persone si riconoscono anche da come bevono il caffè. Ero stato a guardarla attentamente, Olga non aveva lasciato sulla tazzina la minima traccia di rossetto. Il sole la colpiva di sghimbescio senza riuscire ad infastidirla. Alice, naturalmente, stava sorseggiando svagata un the alla menta. Gabriele la guardava come vedesse una visione e versò dello zucchero sul piattino. Marcello aveva una macchina fotografica digitale nuova e non la lasciò nemmeno un attimo; il cucchiaino tintinnava senza gentilezza nella tazza. Era una regalo di Carla: Carla aveva uno dei suoi soliti piccoli malanni ed era stata aspettata per nulla. Aveva mandato un messaggio diverso per ognuno. Alessia non riusciva a stare ferma per ricordare a tutti ogni sua grazia e teneva il mignolo teso e il naso all’insù. Non ne aveva molto di seno ma non era un mistero per nessuno. Gli angoli della bocca di Giuseppa erano rivolti in giù e anche quel caffè sembrava avere un sapore terribile. Flavia era in ansia per presentare alla compagnia il suo nuovo; l’ultimo. Diede di gomito alla vicina. Lui portava gli occhiali e tutti si aspettavano qualcosa di intelligente, ma era solo una questione di vista. Tutti ancora si chiedono il perché del gesto di Isabella.

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tazzina di caffèPretendere di più, qualcosa di più, anche solo un poco; è assurdo. Immaginare una favola e raccontarsela è una cosa sempre bella, ma la vita è una cosa assai diversa. Lui non aveva mai trovato nessuna delle parole che lei si era aspettata o aveva sperato. Lui era un uomo. Solo dopo sapeva farsi perdonare. La prendeva tra le braccia e si nascondeva nelle sue braccia. Spesso aveva quel pianto silenzioso in gola che non liberava mai. E’ così incredibilmente difficile fare la donna. Lasciarsi guidare indicando la strada, come se non la si conoscesse. Essere fragile e allo stesso tempo affrontare le sfide per sé e anche per gli altri. Aspettare un complimento che abbia almeno l’apparenza di essere sentito. Farsi bella e allo stesso tempo convincersi di doverlo almeno a sé. Niente era come se l’era immaginato. Lui aveva le sue ore segnate dalle abitudini. Non una volta che le si fosse avvicinato di sorpresa, che ne sapeva? per esempio mentre sciacquava i piatti. Un gesto qualsiasi. Una cosa così. Un momento che la potesse sorprendere, anche un poco. Non una volta nemmeno un fiore. Un gesto meno che conveniente. Tutto nascosto nella loro intimità. Lui la rispettava. Lui era il suo uomo. Ma a cosa le sarebbe servito amare? le bastava ascoltarlo in silenzio.

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Fate attenzione
c’è     un poeta tra voi
          che vi osserva
                continuamente;
egli     ridurrà le parole
la vostra vita
i vostri gesti,     voi     stessi
                                vi ritroverete parole.
Ridipingerà le scale
     e quelle che salgono
     sia le scale che scendono
parole diverranno     gli umori
                       / ancora fra le labbra, i sapori
e anche le sensazioni
parole          il paesaggio
aggettivi     i sentimenti,
imbratterà il cavo bipolare della vista
              immergendolo
              in acidi caleidoscopici
e poi    in soluzioni iridescenti
        e    tutto il processo
                               (fissato)
                              che     vi scuote
si ridurrà           ad aborto
                 o           in un aborto.

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