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Posts Tagged ‘grandi occhi’

Lettera a Lei: a tutte le Lei e a nessuna (per un solo momento di impazienza o di impazzimento).
Come in una canzone:
A Lei che ha mille storie negli occhi e a Lei che ha occhi che non parlano; grandi ed enormi occhi o piccoli occhi da volpe o fessure. A lei che ha spogliato per me tutto il suo corpo e a Lei che solo involontariamente mi ha concesso la vista del suo seno. A Lei che ho tenuto tra le braccia e a Lei che non ho mai sentito mia e a Lei che il rossore ha sempre imporporato il viso.
A Lei che tutta una vita non gli è bastata e a Lei che un solo momento gli è stato anche troppo e a Lei con non ha saputo mai andare oltre al primo perché. A Lei che mi ha mandato una cartolina e a Lei che ha scordato il mio indirizzo e a Lei che mi ha cercato ieri sera e per una sola sera. A Lei che ha vissuto troppo, a Lei che ha vissuto troppo poco e a Lei con cui ho vissuto una vita intera e ancora non sarebbe bastata.
A lei dal seno stretto e a Lei dal sorriso largo e a Lei che non si da pena di coprire le sue lunge gambe, fossi solo io il sogno nel tuo sogno. A Lei a cui ho lasciato un fiore, a Lei a cui ho donato una parola, ho allungato una mano, semplicemente, e a Lei a cui ho lasciato tutto di me tranne ogni mia tristezza. A Lei che è tanto vicina che potrei allungare una mano, correndo in rischio che si infranga in mille briciole di cristallo, e Lei che è andata troppo lontano e senza nemmeno una valigia e a Lei che era solo distratta o troppo attenta a sé. A Lei che era carina solo per me e a Lei che lo era per tutti e poi nessuno tornava e a Lei che era amata per quello che era e a Lei che lo era per quello che pensava e anche a Lei che era sfacciata solo perché era nata senza un vestito addosso.
A Lei con cui ho girato il mondo e a Lei che mi guardava attonita sempre seduta sulla stessa seggiola e a Lei che mi ha costretto a partire per ritrovarla e anche a Lei che era la meta di quei viaggi. Lei che è il quello che dice ma molto di più in quello che tace. Lei che dice bene ed in modo raffinato (e non mi dilungo in complimenti che Le sarebbero dovuti ma sarebbero troppi per uno spazio limitato). Lei che ne sa una più del diavolo, come succede in alcune, ma il diavolo sa tutte le altre; e fa pure i coperchi. E deve essere pur vero se a me sono rimaste le pentole.
A Lei per la quale ho corso il rischio di un , ma non avevo saputo valutare la drammaticità di un no. A Lei per ridere e a Lei per piangere. A tutte le Lei troppo orgogliose per dire un mi spiace a alle poche altre e a quelle che hanno pagato e pianto (quelle lacrime sono diventate le collane di perle di ogni vergogna). A Lei che non sa tacere anche quando quel parlare la fa morire. A Lei a cui non ho mai dedicato ne una poesia ne una canzone e ancora a Lei a cui ho scritto mille lettere di parole piccole come formiche immobili.
A Lei che ho incontrato o non ho mai conosciuto; il conto è semplice e Le potrei quasi ricordare tutte, per nome; e a quelLe passate e a quelLe che (forse) verranno.
A chi lo ha scritto, a chi lo ha sempre pensato e a chi non s’è data pena. A tutte le Lei in ogni Lei. A Te che leggi.
E poi ancora e ancora a tutte le altre di Lei celiando.
(per quell’amore che si brucia in un attimo ma anche per quell’amore che viene col tempo o nel tempo si trova o nel tempo si rinnova)

Gino Paoli: Sassi.mp3 [Audio http://se.mario2.googlepages.com/Sassi.mp3%5D

Sì! parlo a te. No! non a te.
L’unico vero rischio in amore è amare. Incapace ho cercato in ogni preghiera di dirlo al mondo: non dite a Lei che l’amo. Anche se questo sentimento non ha mai sporcato ali a nessuna farfalla. Perché non so il colore della parola, e cerco ancora un termine più preciso ed adatto. Vago, nella realtà, in me e intorno e in questo silenzio. E tenendoLe la mano ho creduto di sognare insieme. O forse lo facevo da solo. O forse lo facevamo in mondi differenti. Lontano dagli occhi. Che importa? Sognare rende questa attesa meno insopportabile. Ed è difficile scrivere quello che non so spiegare nemmeno a me. La vita non è una linea perfetta; tutt’altro. Nulla può essere definitivamente definito.
In ogni rapporto che finisce mi sono trovato a lasciare qualcosa di me. Anche con Lei è stato lo stesso. Credo che non rivedrò più quei dischi. Non ho il gusto della rivincita; nemmeno quello del “l’avevo detto“. Dovrei godere come un maiale e non mi riesce. E’ una gran balla. Non mi sento meglio se stanno male anche gli altri.
Io non ci sto a un mondo in cui la donna è sempre vittima e l’uomo carnefice o viceversa. Siamo tutti schiavi delle nostre debolezze, delle nostre paure, delle nostre arroganze e di mille altre nostre cose. Ma se qualcuno ti guarda le spalle non vuole sempre dire che ti sta guardando il culo.
Non avendo la cognizione precisa del tempo che è richiesto, perché scorra e finisca un per sempre, mi siedo tranquillo e mi preparo ad aspettare, a ricordare le cose belle e un momento magico, il più magico. Ma in realtà non aspetta e non ho mai aspettato. Il domani non appartiene più a quel noi.
Spero che questo non suoni, a Te, come delusione. Non porto con me nessun rimpianto. La porta si è chiusa sulle cose e su tutto. Il tempo è destinato a non tornare più. L’amore ha tanto volti e anche questo.
(Lettera firmata)
P.S. E infine a te:
Ma si è mai amati, si chiedeva mademoiselle de Lespinasse, da chi amiamo“?
Se è una risposta quella che cerchi a questa ultima domanda allora la mia risposta è: credo di sì. Non può succedere spesso, ma credo di aver avuto la fortuna di viverlo anche se per brevi attimi. E parlo di un amore pieno e intenso. Persino consapevolmente in entrambi. Infondo non chiedo di più, la fortuna è già stata generosa.

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