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Posts Tagged ‘Kabul’

luna, castello, uccello e personaggiEra strano Raffaele, non sembrava nemmeno uno della nostra età. Alto, goffo e con gli occhiali. A calcio era una pippa. Amava leggere, Raffaele. Io già non credevo più a tante cose. Fuori c’era un sole che si frantumava in mille balenii. Il branco dei cani rossi venne sbranato in fretta da quello dei cani pezzati. Non succede spesso nemmeno tra i cani. La differenza l’aveva fatta quello con un occhio chiaro e uno nero. Quando azzannava alla gola non lasciava più la presa; era il più umano nel mucchio. L’uomo dell’isola di Pasqua palpò i pomodori perché veniva da un altro mondo, ma il venditore non lo sapeva. Si scusò senza essere convincente. Era il tempo, non le ore, né i giorni, erano gli anni, a scambiarsi le parti e a saltabeccare eccitato. Il prete era passato per dare la benedizione con l’ulivo e un sacco di persone al seguito. Ognuno si accodava senza bisogno di perché. Il programma per accedere al catasto lanciò un messaggio perché aveva problemi; eccetera. Non era l’unico ad aver necessità dello psichiatra. Papà mi prese sulle ginocchia e mi disse: “Leggi, si sa mai che torni utile”. Nessuno riesce più a immaginare che anche un ragazzo a Kabul può sognare di giocare con gli aquiloni. Benedetto sia quel libro che riesce a ricordarlo. Lui aveva puntato sul Napoli proprio il giorno che avevano sospeso le partite. Quello che non è successo oggi è successo molti anni fa o può succedere domani. Mi avevano dato troppi compiti per non essere preoccupato. Quella carta andava bene anche per fare gli aeroplani.

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