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Posts Tagged ‘lavoratori’

La paura dei venditori immigrati abusiviSubisco una sorta di richiamo da un blog amico. Almeno io così lo prendo e il subirlo, in realtà, mi fa bene. Siamo davanti ad una complessità politica straordinaria e probabilmente alla crisi della politica. Degli strumenti del fare politica. Di come li conoscevamo. E, a fianco di tante belle parole, ci si trova confusi e frastornati. Si fatica a capire. Ma questa è una osservazione quasi ovvia di parte. La gestione delle cose pare non darsi pena della mancanza di un progetto alternativo, di superamento. La finanza non abbisogna di sentimenti. Infatti a fianco e in corrispondenza di tutto ciò siamo davanti ad una profonda crisi economica. Le cose non credo siano tra loro indipendenti. Ci si trova spesso ad osservare i risultati di tale crisi nei loro effetti generali. Ma questi effetti hanno sempre ripercussioni sulle persone; sulla persona. Quando si chiude una fabbrica sappiamo tutti che non si chiude semplicemente una luogo ma si creano dei disoccupati. Si mettono in “difficoltà” persone e famiglie. Non so agli altri ma a me succede sempre che mi sento un po’ colpevole e responsabile perché, in un certo senso, quelle storie vorrei conoscerle nome per nome, volto per volto. Perché hanno sempre un volto. Mi imbarazza: credo di aver delle difficoltà a spiegare il disagio che provo.
Cosa posso farci se non posseggo le virtù di un Marchionne? Gli amici che mi hanno spinto a questa riflessione stanno cercando di parlare di questi volti. Entrano nella carne del problema. Per quanto possono cercano di raccontare queste persone. La cosa è assolutamente meritoria. Non aiuta certo una soluzione ma ricorda la carne del dramma. E non è, come detto da loro, contro-vento. Credo che anche di questo sia stata la manifestazione di cui stiamo parlando in questi giorni. In assenza di burattinai quello spontaneo incontrarsi e stato di storie, di persone, di problemi, del loro insieme. E stato di mille voci, anzi milioni. In piazza ognuno con il suo personale e il suo vissuto. Lì c’erano voci per tutti.
C’è il bisogno di un progetto politico che torni a mettere in primo piano la persona. E scusatemi se oggi non ho un semplice raccontino da darvi. Volendo lo avrei, anche. E mi avrebbe fatto meno male postare un po’ di fantasia. Ma di tanto in tanto dobbiamo guardare negli occhi la realtà nella sua crudezza, per comprendere che non siamo in uno spot pubblicitario, ma nelle strade della vita. Per riaffermare che il dolore degli altri non mi fa star meglio ma anzi è anche mio. E non ho che parole davanti alle quali Rosa Giancola, operaia della Tacconi Sud, si vedrà costretta a continuare a dire ai figli “la mamma non dorme a casa stanotte”.

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Paolo Pietrangeli: Il vestito di Rossini

Torno su cose già trattate, anche se raramente, anche se superficialmente. Torno con queste due canzoni: “Il vestito di Rossini” e “Piazza, bella piazza”; entrambe già postate. La prima di Paolo Pietrangeli e la seconda di Claudio Lolli. Torno rubando una domanda che il poeta Roberto Roversi (quello di “Dopo Campoformio”) ha scritto per Lucio Dalla nella canzone “Le parole crociate” (magari ve la proporrò appena possibile) riguardo al cosiddetto passato e alla memoria: “Sono cose di ieri”? Naturalmente torno indignato, ma per nulla sorpreso. C’è una ipocrisia che mi evito, quella del buonismo e delle cose tutte perfette da una parte e dei cattivi dall’altra. E’ un veleno sottile. Ha sempre ammalato tutto, persino la Resistenza. Forse ci sarebbe bisogno di una riflessione, non oggi. Oggi non mi va di spiegare. Oggi ho questo sordo rancore. Come dopo Genova, dopo Piazza Alimonda, di cui sarebbe anche più facile parlare e di cui Guccini ha scritto un’altra bella canzone. E’ strano vedere come le canzoni siano spesso presenti. Ma la piazza è da sempre il luogo dell’incontro, anche quando questo è conflitto.

Claudio Lolli: Piazza, bella piazza

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Lasciatevi meravigliare da Lei, dal suo mondo, dalla sua prosa. Non credo esista un modo migliore in grado di ricordare Ivan. Le sue canzoni sono state un ottimo compagno di viaggio e continueranno ad esserlo.

16 ottobre 1940-14 giugno 2009

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