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Posts Tagged ‘letteratura americana’

Alla fine della guerra un’Italia vissuta di stenti e di isolamento scopre il mito dell’America. Lo inseguono i nostri uomini di cultura, Cesare Pavese tra i primi, ce lo racconta le pagine del Politecnico, se ne fa portavoce una giovane Fernanda Pivano, che ricorda di essersi innamorata di un verso di una delle “lapidi” del cimitero dell’Antologia di E. L. Master. Come per tutti i miti trovo che ci siano giunte molte cose buone e ottime in ogni arte, ma, anche, che si sia sopravvalutato qualcosa. Sulla letteratura e su parte della poesia avrei molto da dire ma forse è anche perché ci è così distante. E’ la cultura di un paese senza storia che da il meglio di sé dalla fusione e dall’incontro, che sul suo suolo avviene, di popoli e genti con storie e lingue diverse. Senza alcuna arroganza di dare giudizi qui voglio fare solo un piccolo gioco cioè ricordare l’Antologia di Spoon River con il disco che suggerisce nel 1971 al grandissimo Fabrizio De Andrè, che non ci mancherà mai abbastanza; lo splendido: Non al denaro, non all’amore né al cielo. Identico parallelismo, lo scopro scrivendo, è stato fatto anche in questo sito, limitatamente ai testi. In questo modo, in queste pagine, ancora una volta si può leggere e anche ascoltare.
Come comincia l’una e l’altro? L’Antologia comincia con La collina. Il disco inizia con Dormono sulla collina.
Edgar Lee Masters: Antologia di Spoon River

La collina

Dove sono Helmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
il debole di volontà, il forte di braccia, il buffone, l’ubriacone, l’attaccabrighe?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Uno morì di febbre,
uno bruciato in miniera,
uno ucciso in una rissa,
uno morì in prigione,
uno cadde da un ponte mentre faticava per moglie e figli-
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella, Kate, Mag, Lizze e Edith,
il cuore tenero, l’anima semplice, la chiassosa, la superba, l’allegrona?-
tutte, tutte, dormono sulla collina.

Una morì di parto clandestino,
una di amore contrastato,
una fra le mani di un bruto in un bordello,
una di orgoglio infranto, inseguendo il desiderio del cuore,
una dopo una vita lontano a Londra e Parigi,
fu riportata nel suo piccolo spazio accanto a Ella e Kate e Mag-
tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono zio Isaac e zia Emily,
e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
e il maggiore Walzer che aveva parlato
con i venerandi della rivoluzione?-
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Li portarono figli morti in guerra,
e figlie che la vita aveva spezzato,
e i loro orfani, in lacrime-
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dov’è il vecchio Jones, il violinista
che giocò per novant’anni con la vita,
sfidando il nevischio a petto nudo,
bevendo, schiamazzando, infischiandosi di moglie e parenti,
e danaro e amore e cielo?
Eccolo! Ciancia delle sagre di pesce fritto di tanti anni fa,
delle corse di cavalli di tanti anni fa a Clary’s Grove,
di ciò che Abe Lincoln disse
una volta a Springfield.

Fabrizio De Andrè: Non al denaro, non all’amore né al cielo [Audio “http://se.mario2.googlepages.com/Fabriziodeandre-Dormonosullacollina.mp3”%5D

Dormono sulla collina

Dove se n’è andato Elmer
che di febbre si lasciò morire
Dov’è Herman bruciato in miniera.
Dove sono Bert e Tom
il primo ucciso in una rissa
e l’altro che uscì già morto di galera.
E cosa ne sarà di Charley
che cadde mentre lavorava
dal ponte volò e volò sulla strada.

Dormono, dormono sulla collina
dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella e Kate
morte entrambe per errore
una di aborto, l’altra d’amore.
E Maggie uccisa in un bordello
dalle carezze di un animale
e Edith consumata da uno strano male.
E Lizzie che inseguì la vita
lontano, e dall’Inghilterra
fu riportata in questo palmo di terra.

Dormono, dormono sulla collina
dormono, dormono sulla collina.

Dove sono i generali
che si fregiarono nelle battaglie
con cimiteri di croci sul petto
dove i figli della guerra
partiti per un ideale
per una truffa, per un amore finito male
hanno rimandato a casa
le loro spoglie nelle bandiere
legate strette perché sembrassero intere.

Dormono, dormono sulla collina
dormono, dormono sulla collina.

Dov’è Jones il suonatore
che fu sorpreso dai suoi novant’anni
e con la vita avrebbe ancora giocato.
Lui che offrì la faccia al vento
la gola al vino e mai un pensiero
non al denaro, non all’amore né al cielo.
Lui sì sembra di sentirlo
cianciare ancora delle porcate
mangiate in strada nelle ore sbagliate
sembra di sentirlo ancora
dire al mercante di liquore
“Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?”

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