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Posts Tagged ‘Lisbeth Salander’

Dentro me vive uno strano tipo. Indossa i miei abiti. Mette le mie scarpe. Allo specchio sembra me. A volte penso proprio che sia me. Incostante ma fedele. Solitamente finiamo per sopportarci. Per sovrapporci. E anche Giovanna ci sopporta entrambi. Ma la pazienza di Giovanna è cosa a tutti nota. Dice che sono pazzo, cioè eccentrico, cioè buffo e pieno di manie. Non sono dello stesso parere. Sono solo un tipo attento. Io non ho grandi pretese. Mi basta che non mi leggano il giornale. Non ho ancora trovato qualcuno che lo sa fare senza spiegazzarlo tutto. Mi basta che non mi usino lo spazzolino. E altre piccolissime cose. Diversamente riesco ad andare d’accordo anche col diavolo.
Ma in amore sono esigente. Naturalmente me ne sono innamorato a prima vista. Anche se l’avessi scritta io l’avrei fatta differente. Lo so che a qualcuno può pensare che sono volubile. Giovanna non è gelosa. E la passione ti prende quando meno te l’aspetti. Forse questo modo di esprimermi non è il più corretto. Qualcuno potrebbe pensare chissà che. Non è sesso il nostro. In verità mi sono innamorato di Lisbeth Salander al primo incontro. Ma naturalmente non ci siamo veramente mai visti. In un certo senso non sarebbe possibile. Lisbeth vive solo nelle pagine di “Uomini che odiano le donne”. Il suo alter ego cinematografico l’ho incontrato solo più tardi. Ma non mi è piaciuta allo stesso modo. Non era la stessa cosa. Non era e non poteva essere lei. Non sembra nemmeno la stessa donna. E ormai ero perso per quella ragazza nel libro. Per i suoi silenzi. Per la sua determinazione. E poi me la potevo immaginare come volevo. In parte; almeno. Così era più mia. Certo che il male è duro a morire.
Un po’ ce l’ho con lui, con l’ho scrittore, quel Stieg Larsson. Fosse per me l’avrei fatta soffrire meno. Molto meno. Anche se questo fa parte del suo carattere. Cioè forse è proprio quello che fa lei. Che la rende intrigante e affascinante. Cioè anche quello. Lei è così giovane. Eppure mi è proprio piaciuta per come ha sistemato quell’orribile sadico di Nils Bjurman, e mi intrigano i suoi sentimenti e le sue preferenze. I suoi amori e le sue passioni. Sì anche Miriam Wu. Forse me la rende più affascinante, intrigante e segreta. Non che io ami i giochi erotici e le complicazioni affettive; ma ancora quello che non capisco è perché sia andata con quell’inutile Mikael Blomkvist. Noia? Indolenza? Curiosità? Pigrizia? Lo sbattersi contro? Lo stare in stanze comuni? Il voler soddisfare l’ego di lui? Il bisogno anche di un misero affetto? Per tenerezza? Per generosità? Lui non è nemmeno un investigatore. Nemmeno un poliziotto. Come può proteggerla? Non è altro che un giornalista. E secondo me nemmeno tanto bravo. Senza grande talento. Infatti… Una ragazza come lei. Senza passione, senza amore, senza alcun motivo. Anche quando… spero che nemmeno lei sia gelosa. Credo di no. Naturalmente non gliel’ho mai chiesto. Mi piace pensare che non lo sia, ma anche che sappia imparare ad essere fedele.
Certo è lei che continuo a guardare e preferisco e amo anche quando si dedica al suo amore saffico cioè a Miriam Wu, ormai è parte della mia vita. Una parte importante. Anche se non è che ami particolarmente i tatuaggi o i piercing, né ne so molto di informatica. La amo come donna, per i suoi sentimenti, per ciò che riesce ad esprimere, per la sua personalità, insomma per tutto. E poi piercing e tatuaggi. Mi dicono che oggi si possono togliere. Non ci ho mai pensato. Non sono un esperto al riguardo. Mi debbo informare. Ma come si può non amare una ragazza così? Anche per tutto quello che ha passato. E sono certo che ama l’uomo. Miriam è solo una distrazione. Per farsi vedere più interessante. Per provocare. E per provocare mi ha provocato. Anche se non sono facile a farmi intrigare. Comunque preferirei lei. Solo lei.
Lei non teme niente. Ce ne fossero state altre come lei. Ci fossero state altre donne come lei quelli non sarebbero più esistiti. Una vera vergogna. All’orrore proprio non c’è mai fine. La credevo finita. Non avrei mai e poi mai creduto che anche lì, in Svezia, ce ne fossero. Certo che da famiglie come quella famiglia è meglio starne distanti. Sadici. Che dire di più? Sadici e criminali seriali. Assassini. E di donne. Alla fine finisce che mi sento spesso in colpa. Anche per non averla potuta aiutare. Ma se la sa sbrigare da sola. In colpa per tutto. Proprio io. Io che cerco certezze ma poi sono io il primo a sbagliare. Come potrei essere fedele. Me lo riprometto spesso. Ogni volta. Sempre. Per me è sempre amore. Poi apro le pagine di un altro libro. E quel libro mi inghiotte. E allora tutte le mie promesse vanno a farsi benedire. Strano modo di dire, questo. Ma ve le immaginate le promesse in fila indiana che vanno a farsi benedire? Nemmeno la signora Clarissa, che veramente si chiama Claretta. Nemmeno la mamma di Giovanna, la signora suocera. Ma ve lo immaginate? Ma stavolta sarà per sempre. Aspetto con ansia di ritrovarla nel nuovo libro.

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