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Posts Tagged ‘l’uomo nero’

Il crimine ama la notte. Si districa nel silenzio e si muove di soppiatto. Eppure sono grande abbastanza. Forse è qualcosa che mi porto da bambina o, hanno ragione, che è sempre stato dentro. C’è, per esempio, un viottolo a due passi da casa mia, tra il Viale di Lontano e Via di Secondamano. E’ una stradina stretta, poco curata, di non più d’una trentina di metri, ai lati ci sono reti abbandonate e rovi di more selvatiche (penso ci sia un vietta come questa in ogni posto). Per la nostra anche chi va a piedi ci deve passare per andare da un luogo all’altro. Senza contare che la Via di Secondamano è una via morta cioè che finisce davanti ad un cancello. Il fatto è che, grazie all’attenzione dell’amministrazione per le piste ciclabili, non c’è nemmeno un lampione; e nemmeno ha un nome, ch’io sappia. Lo so che di sera il pericolo è solo nelle biciclette che non hanno il chiaro, ma è più forte di me: un timore mi si desta, un’apprensione. Di più quando la luna è silenziosa. Mi dico: Cesira, non c’è niente nel buio -invece acuisco i sensi e non sono per niente tranquilla. E’ come quando si avvicina un uomo nero, cioè di colore, anche se è gentile e vuole solo aiutarmi a parcheggiare e se non chiede niente, lasciando che sia io, se voglio, a decidere quanto; anche se alcuni di loro sono decisamente belli e ormai ce ne sono tanti anche dalle nostre parti, non riesco a non cercare intorno col timore di essere sola. Così mentre andavo sentii un fruscio; credetti di morire; non c’eravamo che io e lo spavento, ma era solo un gatto che cercava compagnia dove lisciarsi il pelo.

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