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Posts Tagged ‘Mariangela Vaglio’

Se si tratta di scegliere il migliore
per vincere a giugno contro questo centro-destra
allora nessun dubbio:
è Lei la migliore

MARIANGELA VAGLIO

(nella rete, è Galatea)

si presenta alle Primarie del Centro Sinistra di Spinea del 8.02.2009

come indipendente di Sinistra per Spine@con

mariangela

da blogger a sindaco

la incontri anche in Facebook

pd

idv

ps

spineacon

[Audio “http://se.mario2.googlepages.com/LaLeggeGiusta.mp3”%5D

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MARIANGELA VAGLIO

(nella rete, è Galatea)

si presenta alle Primarie del Centro Sinistra di Spinea del 8.02.2009

come indipendente di Sinistra con Spine@con

mariangela

da blogger a sindaco

la incontri anche in Facebook

pd

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ps

spineacon

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Credo non si fosse capito: io sono un uomo, un uomo di sinistra. Cosa vuol dire? Mai una risposta si è fatta tanto complicata. Solo alcuni anni fa sarebbe stato semplice. Ora non più. Lo sono perché lo sono. Ma forse è la parola che ha perso il suo senso. Lo sono è basta. Non è più una questione ideologica. E’ una questione di sensibilità. Non è militanza. E’ scegliere la parte. E’ un vestito; forse trasandato. Una pelle. Lo sono e non so essere altro. Lo sono perché quando sono nato ero nudo. Perché tutti nascono nudi. In un certo senso uguali. In un certo senso nudo sono rimasto. Lo sono perché ho fame. Una fame non mia; è la fame intorno, come una epidemia. Lo sono perché non sono nato giullare, né servo. Perché credo (ancora, testardamente) che l’uomo possa prendere in mano il destino dell’uomo. Perché voglio mangiare del mio piatto; del mio sudore. Perché non ho mai percorso le scorciatoie. E ne sono ammalato: ho allergia al potere. Di un potere che non è più solo arrogante, violento, prepotente; nemmeno subdolo. Di un potere (cioè di potenti, o piccoli che credono di esserlo) che è solo miope; troppo spesso stupido. Di troppi in cerca di padrone; a guinzaglio. Tenuti da una mano che tiene più guinzagli. Ecco una ragione: sono di sinistra perché odio la parola padrone. Ha un suono troppo assordante, imperioso, tronfio. Non fosse realtà sarebbe iperbole. E’ un superlativo assoluto; con una corte intorno. Una corte di cortigiani.
Ieri ero a casa mia. Non volevo uscire dal bozzolo. Non c’era nulla ad aspettarmi fuori. Solo con i miei pensieri. Un gusto amaro in bocca. Una mail sullo schermo. L’istinto di conservazione. Una inutile testardaggine. Un senso epocale di sconfitta, di scoramento. Guardo dalla finestra e la città non c’è. Forse non c’è mai stata. Ma la sinistra, quella sì! c’era. C’era? C’è solo una leggera nebbia. Ne ho un vago ricordo, lontano, un sapore, un gusto, di quella presunta retorica politica. Resto qui, in questo posto che nessuno sente suo. Dov’è Spinea? Spinea è una cittadina a ridosso di Venezia. Ventiseimila anime, circa (sia il numero che i soggetti sono approssimativi). Un piede dentro e uno fuori dai confini; veneziani lo sono e rimangono molti dei suoi cittadini. Tutti a dire da dove vengono, al massimo dove andranno; mai dove sono. A pensarci non vengono buoni pensieri. Chi mai potrebbe dedicargli una canzone, a Spinea.
Spinea è quel posto che qualche volta ho raccontato. Mettendoci del mio. Mescolandolo a fantasia. Di suo ha poco da raccontare. Ha molto da spettegolare, ma di quello è più prudente tacere. La mia Spinea ruota attorno ad un bar. Chi è già passato da queste parti lo sa. La mia Spinea ruota attorno ad alcuni personaggi. Magari anche singolari. Con delle loro specificità. Ho il dubbio che se ne trovino in ogni città, in ogni accampamento. Ricordate Gerardo cioè il Canapa? O Toni quattro polmoni? O Martino? E gli altri? E altri ne potrei introdurre.
Le belle donne. La dolce e ammiccante Violetta. Jomila col suo accento affascinante. Egezia che è nata nel mio stesso pianerottolo. Tiziana dalle lunghe leve e i lunghi biondi capelli. La rossa che è rossa e questo basta; ho sempre conservato un interesse per le donne rosse. Quella ragazza di colore che ha un sorriso che ha tutti i colori di un alba violenta. La gradevole Maristella, ma di lei se n’è parlato all’ingrosso, e definirla solo gradevole e scipparla di tutti gli altri suoi incanti. Avei forse dovuto nominarla per prima. La giovane donna allo sportello delle poste. E la signora Antonia, con il suo gran bisogno di parlare. E Alberta che quando canta anche gli usignoli la stanno ad ascoltare. E Giorgia che non cammina più, ma guarda ancora le cose con la stessa affascinata sorpresa. E Irene che arrossisce al solo guardarla. E quelle grosse di Marta.
E le brutte. Di queste ultime non si fa mai il nome. Anche a nominarla, Carla, comprometterebbe l’estetica del post. O la voce gracchiante e irosa di quell’altra. Per lei non si possono che usare i puntini sospensivi. Ma della prima non c’è uguale. Lei trova da ridire anche quando c’è solo da prendere il pane. E quell’altra con quel cagnolino orribile che abbaia a tutti e la fa da per tutto. Però lei la raccoglie, quella del cane. E quell’altra ancora che guarda tutto e tutti solo da dietro i vetri chiusi. O quella che non manca mai dalla parrucchiera per non perdersi gli ultimi pettegolezzi. E quella che sa tutto dell’ultima edizione del Grande fratello. E continua a dire ossessivamente che quelle di Cristina sono troppe. Che una donna dovrebbe essere donna. E infine quella che il marito se n’è andato e tutti a dire poveretto.
Personaggi che potrebbero stare in ogni posto, in ogni storia, in ogni romanzo. E poi Sileno, e Ruggerio, e Battista, che il nome da servitore gliel’hanno dato i suoi fin dalla nascita, Ambrogino, proprio come quello d’oro, che non è mai stato a Milano, Andrea che non ci abita né mai ci abiterà ma che è uno dei grandi numi tutelari, Mirmidone il timido e GianAntonio che è stato dio ma anche satana e ha duemila anni e anche altri ancora, e l’astronave in avaria parcheggiata poco lontano, ed è morto più di due volte prima di ricostruirsi, in parte bionico e in parte no; a lui hanno rubato la memoria ma ricorda tutto, e ne ha altre mille storie da raccontare, ma le sue storie sono nate dopo un incidente, e Gisello che ha preso i voti e poi s’è spretato, e Galileo che impasta il pane perché di studiare non ne ha mai avuto voglia, e Nazzareno ch’è preoccupato poiché anche a lui stanno chiudendo la fabbrica, e Elisabetto che a tutti quelli che incontra chiede una sigaretta, e altri ancora.
Recentemente si sta facendo protagonista Guglielmo Stuarda. Dovrei far ricorso a tutta la mia fantasia. Anche tacendo sarebbe parlarne troppo; dargli una importanza. E’ sempre stato nulla. Si sta ritagliando un ruolo e resta nulla. Insomma una folla, gente che passa, che si può incontrare; a cui fare un sorriso o risparmiare anche su quello. Alcuni hanno una idea politica, ma non è necessario. E ci sarebbero anche i resuscitati di cui parlare. Qui, a Spinea, si dovrà comunque decidere che governo darsi. Si comincia a pensare che è meglio pensare prima alle prossime amministrative che pensarci dopo. I cittadini di Spinea sono litigiosi come quelli di ogni altro posto. Passionali a gradazione zero. Prima del tempo ci saranno molte sinistre e altrettante destre. Magari poi proveranno a parlarsi. A tempo debito. Quando sia questo tempo mica è dato a sapere. E si parleranno senza barriere ideologiche. Capita così di assistere a dei veri virtuosismi, a dei tripli salti mortali, e voilà! chi era di qua te lo ritrovi di là e viceversa. Insomma niente ci distingue dagli italiani.
spineacon La politica è quella che ha creato mostruosità come la Striscia di Gaza. Che toglie la terra ad un popolo e si inventa uno stato. La politica a tante cose e anche il loro contrario. La politica è quella che quando tace parlano le bombe. La politica è anche ideali e passione. All’inizio dicevo che sono uomo di sinistra. Mica che sia così facile; semplice. Abbiamo escogitato di dare un riferimento a tutti quelli di questa martoriata parte che non si sentono rappresentati dagli attuali partiti, che non si riconoscono in loro o che non hanno referenti nella scena politica locale. Ci siamo inventati un movimento e gli abbiamo dato nome Spine@con. All’inizio sembrava tutto facile. Proseguendo si è rivelato tutto molto più che difficile. Ora, per il momento, Spinea ha una coalizione di centro sinistra. Ora, per il momento, vi partecipano quattro soggetti politici, compresi i pochi pazzi che mi stanno attorno:

pd

idv

ps

spineacon

I candidati saranno quattro, tre li propone il Partito Democratico. Noi invece appoggiamo una donna, giovane, carina, colta e intelligente; un’indipendente di sinistra

(tutte novità per una candidato Sindaco)

Mariangela Vaglio

candidata alle primarie della coalizione di Centro Sinistra

per il comune di Spinea (VE)

Fiorella Mannoia: La storia

[Audio “http://www.fulminiesaette.it/_uploads/musica/rock_mus/Mannoia – La storia.mp3”]

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Ne ho accennato con un certo pudore; fin dall’inizio. Poteva sembrare uno scherzo ma non lo è mai stato. Ci sono cose e valori in cui credo. La politica può essere passione. Può ancora essere l’arte nobile di governare un territorio; di pensare agli altri, ai meno protetti, ai più deboli. Magari un giorno la racconteremo tutta questa nostra avventura. E le storie che mi piacciono sono quelle che hanno un buon fine.

pd

idv

ps

spineacon

una donna, giovane, carina, colta e intelligente

(quattro novità per una candidato Sindaco)

Mariangela Vaglio

candidata alle primarie della coalizione di CentroSinistra

per il comune di Spinea (VE)

Fiorella Mannoia: La storia

[Audio “http://www.fulminiesaette.it/_uploads/musica/rock_mus/Mannoia – La storia.mp3”]

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