Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Mariangela’

poesiaTi amo dell’amore più grande,
quello che non chiede
nemmeno un minuto di più
e giacché non è nostro
non può avere
e di quello più puro
che riempie occhi e cuore
ma non toglie il respiro
e lascia agli occhi sereni
la libertà di fermarsi in un sorriso
di liberarsi in un sorriso
di dissetarsi di un sorriso.

Nelle molte pagine dell’amore
c’è un amore che non possiede,
forse il più grande,
senza calcoli né economie
e vive solo di sé
e del dividere quel sorriso
che ci porta per mano
dove guardare assieme
porta serenità

e ti ritrova bambina

Read Full Post »

spinola

Dovrei raccontare qualcosa di Spinola. Lo ripeto: a Spinola non succede nulla che non succeda in ogni piccola città del piccolo regno. Nessuna grande nuova tranne una che grande non è. Le sue strade sono state percorse da un attimo di panico quando da Roma si è ventilata la notizia che il “grande” PD (nel senso di Partito Democratico; pregovi notare che ho evitato qualsiasi gioco ironico) volesse scegliere il nuovo segretario attraverso lo primarie. Non per un dissenso sostanziale sul metodo. Vorrei chiarire il mio pensiero. Io credo che le primarie siano un grande passaggio democratico; se sono primarie serie. Il panico è sorto perché dalle ultime primarie che abbiamo tenuto per trovare il candidato per le prossime amministrative sono passati a oggi quindici giorni. Fare primarie ogni mese oltre che stancante mi sarebbe parso frustrante; quando ancora chi ha perso non ha capito di aver perso.
Le primarie, fatte nel modo in cui si stanno, ad oggi, facendo, più che scegliere divide. Noi ci abbiamo partecipato. Erano primarie di coalizione e noi abbiamo presentato, se ne è parlato in questo blog (l’ultima volta qui), un candidato indipendente di sinistra. Il alternativa due candidati interni al PD che all’ultimo son diventati 3. Il nostro candidato, cioè Lei, ha anche proposto delle idee in un deserto di silenzi. Ci siamo imbattuti in una guerra per bande. Un imbarbarimento del confronto dove si sono scannate le varie anime interne del PD, le correnti che più niente hanno a che fare con posizioni politiche o ideologiche ma ruotano attorno a “capi bastone”. Spesso ad ambizioni piccole e mal riposte che trovano gregge a seguirle.
mariangela-icona Personalmente non ho altre recriminazioni. Abbiamo ottenuto un risultato più che buono, confortante. Mariangela ha riscosso apprezzamento e rispetto. Il mio è un discorso che si ferma in generale. Almeno altri due candidati erano un’ottima scelta. Forse, tra quelli che restavano, ha vinto il migliore. Toglierei, a questo punto, anche il forse. Certo che, sempre in generale, mi chiedo perché fare delle primarie per arrivare alla deludente considerazione che tutti vengono a farti i complimenti e ti senti pure preso per i fondelli, anzi proprio per il culo. Quasi all’unanimità è stato detto “la vostra candidata era in assoluto, per tutto, la scelta migliore da contrapporre al centro destra. L’avrei votata se non avessi dovuto votare il «mio» candidato“. E’ così che vanno le cose. Così riduciamo la democrazia. E poi stiamo a lagnarci, e sono gli stessi, che la gente si allontana dalla politica e se ne disinteressa.
Nel frattempo gli altri sconfitti hanno ripreso la guerra perché non hanno digerito una democrazia della sconfitta. Parlarne e amareggiante e allora vi parlo della signora Luigia. E’ emigrata in altro comune recentemente. Abitava, in un modesto appartamento fronte finestra degli Assunta, la signora Luigia. La signora Luigia non aveva molta simpatia per quella donna, la Assunta, si sa! soliti immigrati anche se nostrani, cioè terroni, che non era nemmeno facile capire quello che dicevano quando parlavano. E poi com’è possibile avere un nome per cognome e oltretutto da donna, così perché il marito risultava Santuccio Assunta? Senza parlare degli odori che fuoriuscivano da quella finestra quando quella donna cucinava. Ma lei gli era capitata e quando capitava (spesso) l’occasione con chi altri avrebbe potuto spettegolare con la stessa comodità?

Read Full Post »

spinolaIn fondo ogni città è un piccolo posto. Anche quelle grandi. O meglio una serie di piccoli posti. I posti in cui ci si trova. Una piazza. Un bar. Una sede. Tanti paesini come piccole scatole. Spinola non è differente. La vita sembra tutta e solo quella che vedi. Il bar da Clara resta il bar da Clara. Gli spinolenti sembrano tutti lì. Forse non è così.  Forse lo è per me. Forse è solo una impressione. Poi mi accorgo che l’orizzonte va oltre il piccolo parco; il mio sguardo, ciò che posso vedere standomene seduto. Certo che, almeno lì, tra uno spostamento in macchina e l’altro, passano in molti. In certi giorni si parla molto di politica. In alcuni anche di più Ora sono finite le primarie. Non mi è capitato che si sprecassero commenti. Forse sono i commenti che per il momento mi evitano. E allora mi sono trovato a pensare a quando ero ancora ragazzino. A un Italia diversa. A mille cose. A volte i pensieri se ne vanno proprio dove vogliono. Ma anche non molto tempo fa non era così. Per un periodo i miei posti erano il lavoro, le pizze con gli amici, la sede dell’associazione. Era un’associazione per rifondare la politica. Tutti volevano una politica nuova. In cosa consistesse è rimasto un mistero, o almeno un insieme di misteri, uno per ciascuno di chi affermava tale affermazione. Ultimamente me lo ha ricordato Martino, non direttamente ma per il canale della trasmissione delle chiacchiere. Infondo la politica è cambiata. Senza che ci si potesse fare troppo caso. E parlo della piccola politica, non degli ideali. Ora, per esempio, non ci governano i ladri. Cazzo! a fare mente locale ti accorgi che non governano i ladri perché quelli di adesso non sanno nemmeno rubare. Quando ci provano li beccano subito  (lo conferma anche la stessa madre di un aspirante leader). E prima ancora che possano mettere in tasca il bottino. Ma ti saresti potuto immaginare allora, che ne so? Un Bondi a fare il portavoce. Ne avrebbero fatto un film. Il titolo: “Stai zitto cretino“. L’evoluzione della politica va avanti parimenti all’evoluzione della specie. Non c’è più un po’ di pudore. Fatemi bere in pace il mio caffè.
Non che sia particolarmente deluso dalle grandi e piccole cose. Chiedo a Gerardo, il canapa, se ha notizie di Jacqueline. Lui ch’è un vero esperto. E’ un po’ che non la vedo. Non che fosse bella ma si chiamava Jacqueline. Il cognome era del tutto italiano (Bertolaso) ma poco importava, bastava quel nome a darle un aura di esoticità. E poi aveva un cuore più grande della piazza che ad ogni elezione tutti promettono.

Read Full Post »

spineaconIn questi giorni ho trascurato alcune cose. Sono stato un poco assente. Anche qui. Ero affaccendato e poi anche le novità nazionali, la barbara ipocrisia di certi dibattiti, quelle crociate, mi spingevano ancora più ad amare il silenzio. A rintanarmi in me. Vorrei non dirlo ma una religione che raffigura un dio come due canule che costringono alla sofferenza e alla tortura un povero essere mi riesce estranea. Una religione che invece denuncia la liberazione di quel corpo come un assassinio mi è estranea. Saperla scrivere bene mi disorienta. Mi sarei aspettato il contrario. Blocchiamo la scienza assassina che costringe alla vita un corpo morto. Che poi ho sempre cercato di usare poco questo spazio per certi fatti di attualità. Anche questo mi ha zittito. Non è che abbia ritrovato completamente la voglia.
Domenica Spinola ha votato per le primarie. Un elettore ogni 17 (il circa, in questi casi, è sempre d’obbligo) ha distratto le abitudine delle sue domeniche per recarsi ai seggi. Tanti? Pochi? Non saprei. Qualcuno dice abbastanza. E’ una prima volta. Un primo tentativo di democrazia più partecipata. Un po’ goffo. Non tutti hanno capito.
Si sa come vanno da per tutto queste cose. Ma provarci ci si prova. Abbiamo sbattuto il muso contro le logiche delle correnti; contro il muro del partitone. Lei ha dimostrato di essere di gran lunga l’opzione migliore, in tutti i sensi. Sentirla e vederla era un piacere. Non possiamo dirci soddisfatti ma nemmeno delusi. Il risultato non è stato poi male. Il lavoro è tutto da fare. Noi l’abbiamo aspettato, il risultato, seduti davanti ad una cioccolata calda al solito bar da Clara; sereni. Certo Lei queste cose le racconterebbe meglio. Io cerco di arrabattarmi. Parlavamo di posti ameni e di occasioni per godercela in buona compagnia. Tutto quello che correva affannato intorno non ci apparteneva.
Ci raggiunge Guido. E’ rimasto uguale. Sembra lo stesso ragazzino ma son passati, quanti? tredici anni. Me lo ricorda. L’avevo dimenticato. Sempre verde sfegatato. Sempre con i capelli arruffati. Sempre lungo e magro come un chiodo. Guardo la candidata. Si vede che sono coetanei. Me lo ricorda. Si vede che sono giovani. Sembrano parte di una unica foto. Rimpiango. Lo invidio. Mi da una leggera rabbia. O l’anima che ha venduto valeva più della mia o sono stato buggerato. Poi ci penso. Sono anche più vecchio. Conto alcuni amici. Tutti mostrano più della mia età. Hanno invece almeno cinque anni in meno. Ma tra i miei giovani conversali sono vecchio. Più vecchio ancora. Ci saluta Guido. Non ha preso nulla. Non l’ho mai visto star fermo in un posto più di quel tanto.
Lo vedo arrivare. E’ una presenza anomala da queste parti. Anche questo indica che siamo in campagna elettorale. Fin dal primo istante mi ha dato subito l’impressione di chi sogna di conquistare un impero facendo le battaglie nel cortile di casa. Sa arringare, scaldare gli animi di slogan con voce stentorea, ma senza un palco è perduto. Della sua arroganza restano solo i suoi occhi e i suoi occhi, e la sua faccia tutta, mettono paura. Non ci compreresti nulla. Tutte le mani controllano il portafoglio. E’ lui il vero politico di questa nostra politica.
Ci ha propinato una storia, la sua, in ogni salsa. A starlo ad ascoltare ha fatto tutto quello che è successo negli ultimi cinquantanni. Anche lui è il nuovo della politica. Chissà se le cose sarebbero ugualmente successe se non perché lui ci potesse salvare. Tutto tranne la resistenza. Era piccolo allora. Ma quella nuova sì! l’ha fatta. E, dimenticavo, le guerre puniche. Intanto lui guarda l’orizzonte. I suoi occhi vedono lontano. Come spilli scrutano. Non possono riconoscere il postino e nemmeno il postino lo conosce. Lui ha un sogno. E vende illusioni come se spargesse incubi.
Ci guarda fingendo sfacciatamente di non vederci. Si sorbe velocemente il caffè. Non c’è bisogno che legga i fondi, solo lui può non vedere che non ha nessuna speranza. E’ lui il nuovo leader per un giorno. Ha ancora in tasca la sua propaganda elettorale ma ora è solo. Dietro non c’è l’orchestra dei tromboni. Anche loro la festa fanno festa. Ci vorrebbe proprio Lei per chiudere con una battuta. Forse basterebbe solo un bastone per una battuta efficace.

Read Full Post »

mariangela-iconaEra indeciso se era un condottiero o un leader. Poi aveva finalmente deciso di essere questo e quello. Lo ricordo mentre rigiro il sacchetto della farina tra le dita. Sta portando una storia verso quei due numeri ovali. Quella storia nemmeno gli appartiene. Così sono i grandi uomini di carta. Vendono le cose d’altri. Me ne resto in silenzio e poi penso. Me ne spiace per la storia. Chi è senza passato… non ci posso fare nulla. Salgo dalla cambusa. Guardo il mio turno, passata la prima notte, mi sembra l’inizio di qualcosa. Torno al mio mondo virtuale ma legato sempre al mondo reale. Si riparte. L’avventura è appena cominciata. E poi c’è sempre una avventura che aspetta i pirati

E poi i pirati trovano sempre un’osteria e una buona compagnia. La mia è ottima. Alziamo le vele. Puntiamo verso la luna. Che la rotta ci sia amica. Magari l’avessimo fatto prima. Il guercio, che non ci vedeva nemmeno da quello buono, portava anche sfiga. Infondo gli abbiamo lasciato acqua e viveri in abbondanza. Credo abbia già trovato il suo venerdì. A lui può raccontare tutto. Lui vuole solo sentirlo parlare. Io invece inseguo il canto delle sirene. E poi è sempre meglio che averlo dato in pasto agli squali. Tanto quelli della sua pasta prima o poi ci pensano da soli.

———————-

1] Il manifesto di allora è dell’amico Luca Tornatore. Io provengo da lì attraverso storie simili.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: