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Posts Tagged ‘matematica creativa’

Non posso farci nulla: senza entusiasmo non riesco a fare e ho perso entusiasmo. Il mio Diario di Spinola, anche se ironico, non può prescindere dalle passioni politiche e dalla dignità, è un resoconto distratto di una vita fatta di lotte e dal rifiuto dei soprusi e da progetti sul territorio. La prudenza che mi viene richiesta mi sembra come un bavaglio che debbo accettare. Certo lo accetto per qualcosa in cui credo e che è più importante di me. Ma anche questa situazione, pur senza eroismi, mostra la presenza di sopraffazione. Anche questo mostra come, in questa che chiamano democrazia, ci siano ancora episodi, e sempre più frequenti, di asfissia democratica. Le sentiamo tutti i momenti, a livello nazionale, attraverso i media, quelle intemperanze e minacce che cercano di tacitare chi pensa diverso. Poi ci sono queste piccole situazioni, che normalmente passano sotto silenzio, in cui pensare la politica in modo diverso da chi la gestisce mette a rischio la professionalità, la libertà di espressione, i rapporti con gli altri, insomma crea quelle condizioni definibili mobbing quando non mette a repentaglio lo stesso posto di lavoro. Mi taccio anche se non ho mai imparato a farlo.

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Le bugie le gambe non ce l’hanno proprio. Contare non conta un cazzo ma è, a suo modo, un personaggio, Massimo Oscuranti in arte “Sir Biss” (detto proprio con le i), nuovo Polifemo (o Poliscemo che dir si voglia). Tondeggiante e di bassa statura, petto in dentro e pancia in fuori, insomma uscito male da uno stampo di non eccelsa qualità, per parlare parla e parla così a lungo da far addormentare. Il suo tartagliare rende le quattro parole pari ad un fuoco di sillabe e sputi di quattrocento parole; meglio mettersi in favore di vento. Quattrocento (400) come i voti che aveva promesso a Martino. Poi si è sentito tradito da Martino perché Martino era ed è socialista senza tentennamenti mentre lui, Massimo, si definisce simile e parla discorsi che al più esagitato leghista sembrerebbero troppi spostati a destra. Si è sentito tradito e, a cuore in mano, ha confessato a Martino che, anche a causa soprattutto gli amici che ha, il che vuol dire io e Gerardo, non poteva dargli nemmeno il suo, di voto. Si è rimesso in abbacinato e mesto cammino, il Massimo (potevano trovargli un nome più adatto?), per andare dal Mazzon, assessore alla sicurezza a fine mandato; uomo gentile e dagli occhi azzurri recuperato per l’alto incarico all’interno di A.N. Per raggiungere l’amministratore, il volonteroso Massimo, ha dovuto percorrere quei cinquecento metri che lo dividevano dal palazzo del potere, e sono stati i cinquecento metri più lunghi e faticosi in vita sua. Quando il Mazzon si è trovato davanti il balbuziente sconosciuto i voti, che quella sorta di reMagio (o reMogio che dir si voglia) andava ad offrire per la rielezione dell’assessore, chiedendo come contropartita semplicemente un posto in consiglio, forse ignorando che i consiglieri vengono eletti, quei voti, dicevo, erano già saliti a seicento (600). Strani miracoli di una matematica creativa ormai fin troppo diffusa. Vorrei ricordare a lui che già la sua prima iperbole che parlava di quattrocento voti equivaleva all’intero patrimonio dei voti raccolti da tutto il Partito Socialista alle precedenti amministrative in tutto il comune. Penso che troverà difficoltà ad apporre il segno della ics sulla sua di scheda ma non glielo dico, infondo mi fa tenerezza il piccolo puffo. Il Mazzon mi ha chiesto chi era quello strano individuo: “Scusami! ferme restando le insanabili differenze tra me e te, torniamo alla politica; lasciamo i casi umani“.

Dimenticavo

Resta Lei la mia opzione

Non vedo altro riscatto per Spinola

P.S.: il nostro Obama sarà Lei.

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