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Posts Tagged ‘paesaggi del cuore’

Michele pensa che non c’è niente di più bello della sua città, Venezia, in quel mese. I colori tenui che si sfumano in un’unica malinconia. Il sussurro sottile e lento delle onde sulle rive. Quella veduta dal lido piena di trasparenze. Quel panorama fatto solo di riflessi. Pensa che è appena arrivato e già deve partire. Vorrebbe solo non avere quei pensieri. Nessun pensiero. E guarda lei e pensa che non c’è niente di più bello del suo viso. E della sua voce. E delle sue parole. China gli occhi. Quello che le vuole dire non vorrebbe sentirlo. Gli pesa già prima di uscire. Tiene in mano le foto. Sono foto in bianco e nero. Di quella gita. Anche lì è bella come sempre. Lui non c’era ma è come se ci fosse stato. Le avevano scattate per lui. Sa che quelle parole sono inutili. Sa che si stanno perdendo. Il dolore è tutto lì: in quella partenza. Le dice perché non ne può fare a meno. Fin dall’inizio non voleva regalarle solo quell’attesa. Era stato tutto così difficile, per quello. Ma era stato tutto così facile. Mentre le dice addio non può guardarla. Lei gli risponde che lo aspetterà. Le sue parole sono quelle della sua testardaggine. E’ quello che lei ha sempre cercato di mostrare. Sono quelle di chi non riesce ad essere quella che vorrebbe essere. Suona difficile anche la sua voce. Forse lo sanno che saranno proprio le ultime. Quelle che restano non potranno che scriverle. Lui non tornerà. Non tornerà per lei. E’ ancora più bella con il vento che le spettina i capelli. Ed è difficile trattenere il pianto.
Rossana guarda il suo ragazzo uomo. Lo guarda come non lo avesse mai visto. E’ curiosa di lui e ricca di lui. Vorrebbe chiudergli la bocca. A cosa serve? Non è la prima volta che quello stupido… sa di non poter vivere senza di lui. Eppure è ancora solo un ragazza. Non pensava che amare fosse così dolce. Né così straziante. Né così complicato. Lei non ha paura di lui, lo sa. Lei ha paura di quello che prova. Dell’emozione. Cerca la mano che lui ritrae. Vorrebbe dargli la forza che non ha. E’ stato tutto difficile. E’ tutto così difficile. E’ sicura che ci riuscirà. Non vuole avere nessun dubbio. Ma sente che lui si allontana. Si volge è là. Allora è lei che si sta allontanando. Non può essere così. Se c’è un senso nella vita è quello il senso. Ha ancora le scarpe piene di sabbia. E le piace guardarlo mentre il vento ne spettina i capelli. Per un attimo perde il pudore dei proprio sentimenti. In quell’attimo può essere donna. Poi torna subito fragile e ragazza. Non vuole guardare l’orologio. Vorrebbe che il tempo si fermasse. Che non arrivasse mai la motonave. E il momento di tornare a casa. In quel momento il suo posto è solo lì. E’ vicino a lui. Non può crederlo che non la voglia più. Come un groppo le prende la gola. Sa che non è vero. Sa che lui lo fa per lei. Solo perché non può rimanere. Vorrebbe gridargli di abbracciarla.
Non c’è niente di più bello della loro città, Venezia, nel mese di ottobre. Amano entrambi quella città è i suoi pettegolezzi. E’ un peccato che dopo arrivi sempre novembre.

Veduta della chiesa della salute a Venezia

Per la verità la foto l’ho scattata proprio in un altro novembre.

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