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Posts Tagged ‘primarie’

spinola

Dovrei raccontare qualcosa di Spinola. Lo ripeto: a Spinola non succede nulla che non succeda in ogni piccola città del piccolo regno. Nessuna grande nuova tranne una che grande non è. Le sue strade sono state percorse da un attimo di panico quando da Roma si è ventilata la notizia che il “grande” PD (nel senso di Partito Democratico; pregovi notare che ho evitato qualsiasi gioco ironico) volesse scegliere il nuovo segretario attraverso lo primarie. Non per un dissenso sostanziale sul metodo. Vorrei chiarire il mio pensiero. Io credo che le primarie siano un grande passaggio democratico; se sono primarie serie. Il panico è sorto perché dalle ultime primarie che abbiamo tenuto per trovare il candidato per le prossime amministrative sono passati a oggi quindici giorni. Fare primarie ogni mese oltre che stancante mi sarebbe parso frustrante; quando ancora chi ha perso non ha capito di aver perso.
Le primarie, fatte nel modo in cui si stanno, ad oggi, facendo, più che scegliere divide. Noi ci abbiamo partecipato. Erano primarie di coalizione e noi abbiamo presentato, se ne è parlato in questo blog (l’ultima volta qui), un candidato indipendente di sinistra. Il alternativa due candidati interni al PD che all’ultimo son diventati 3. Il nostro candidato, cioè Lei, ha anche proposto delle idee in un deserto di silenzi. Ci siamo imbattuti in una guerra per bande. Un imbarbarimento del confronto dove si sono scannate le varie anime interne del PD, le correnti che più niente hanno a che fare con posizioni politiche o ideologiche ma ruotano attorno a “capi bastone”. Spesso ad ambizioni piccole e mal riposte che trovano gregge a seguirle.
mariangela-icona Personalmente non ho altre recriminazioni. Abbiamo ottenuto un risultato più che buono, confortante. Mariangela ha riscosso apprezzamento e rispetto. Il mio è un discorso che si ferma in generale. Almeno altri due candidati erano un’ottima scelta. Forse, tra quelli che restavano, ha vinto il migliore. Toglierei, a questo punto, anche il forse. Certo che, sempre in generale, mi chiedo perché fare delle primarie per arrivare alla deludente considerazione che tutti vengono a farti i complimenti e ti senti pure preso per i fondelli, anzi proprio per il culo. Quasi all’unanimità è stato detto “la vostra candidata era in assoluto, per tutto, la scelta migliore da contrapporre al centro destra. L’avrei votata se non avessi dovuto votare il «mio» candidato“. E’ così che vanno le cose. Così riduciamo la democrazia. E poi stiamo a lagnarci, e sono gli stessi, che la gente si allontana dalla politica e se ne disinteressa.
Nel frattempo gli altri sconfitti hanno ripreso la guerra perché non hanno digerito una democrazia della sconfitta. Parlarne e amareggiante e allora vi parlo della signora Luigia. E’ emigrata in altro comune recentemente. Abitava, in un modesto appartamento fronte finestra degli Assunta, la signora Luigia. La signora Luigia non aveva molta simpatia per quella donna, la Assunta, si sa! soliti immigrati anche se nostrani, cioè terroni, che non era nemmeno facile capire quello che dicevano quando parlavano. E poi com’è possibile avere un nome per cognome e oltretutto da donna, così perché il marito risultava Santuccio Assunta? Senza parlare degli odori che fuoriuscivano da quella finestra quando quella donna cucinava. Ma lei gli era capitata e quando capitava (spesso) l’occasione con chi altri avrebbe potuto spettegolare con la stessa comodità?

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spineaconIn questi giorni ho trascurato alcune cose. Sono stato un poco assente. Anche qui. Ero affaccendato e poi anche le novità nazionali, la barbara ipocrisia di certi dibattiti, quelle crociate, mi spingevano ancora più ad amare il silenzio. A rintanarmi in me. Vorrei non dirlo ma una religione che raffigura un dio come due canule che costringono alla sofferenza e alla tortura un povero essere mi riesce estranea. Una religione che invece denuncia la liberazione di quel corpo come un assassinio mi è estranea. Saperla scrivere bene mi disorienta. Mi sarei aspettato il contrario. Blocchiamo la scienza assassina che costringe alla vita un corpo morto. Che poi ho sempre cercato di usare poco questo spazio per certi fatti di attualità. Anche questo mi ha zittito. Non è che abbia ritrovato completamente la voglia.
Domenica Spinola ha votato per le primarie. Un elettore ogni 17 (il circa, in questi casi, è sempre d’obbligo) ha distratto le abitudine delle sue domeniche per recarsi ai seggi. Tanti? Pochi? Non saprei. Qualcuno dice abbastanza. E’ una prima volta. Un primo tentativo di democrazia più partecipata. Un po’ goffo. Non tutti hanno capito.
Si sa come vanno da per tutto queste cose. Ma provarci ci si prova. Abbiamo sbattuto il muso contro le logiche delle correnti; contro il muro del partitone. Lei ha dimostrato di essere di gran lunga l’opzione migliore, in tutti i sensi. Sentirla e vederla era un piacere. Non possiamo dirci soddisfatti ma nemmeno delusi. Il risultato non è stato poi male. Il lavoro è tutto da fare. Noi l’abbiamo aspettato, il risultato, seduti davanti ad una cioccolata calda al solito bar da Clara; sereni. Certo Lei queste cose le racconterebbe meglio. Io cerco di arrabattarmi. Parlavamo di posti ameni e di occasioni per godercela in buona compagnia. Tutto quello che correva affannato intorno non ci apparteneva.
Ci raggiunge Guido. E’ rimasto uguale. Sembra lo stesso ragazzino ma son passati, quanti? tredici anni. Me lo ricorda. L’avevo dimenticato. Sempre verde sfegatato. Sempre con i capelli arruffati. Sempre lungo e magro come un chiodo. Guardo la candidata. Si vede che sono coetanei. Me lo ricorda. Si vede che sono giovani. Sembrano parte di una unica foto. Rimpiango. Lo invidio. Mi da una leggera rabbia. O l’anima che ha venduto valeva più della mia o sono stato buggerato. Poi ci penso. Sono anche più vecchio. Conto alcuni amici. Tutti mostrano più della mia età. Hanno invece almeno cinque anni in meno. Ma tra i miei giovani conversali sono vecchio. Più vecchio ancora. Ci saluta Guido. Non ha preso nulla. Non l’ho mai visto star fermo in un posto più di quel tanto.
Lo vedo arrivare. E’ una presenza anomala da queste parti. Anche questo indica che siamo in campagna elettorale. Fin dal primo istante mi ha dato subito l’impressione di chi sogna di conquistare un impero facendo le battaglie nel cortile di casa. Sa arringare, scaldare gli animi di slogan con voce stentorea, ma senza un palco è perduto. Della sua arroganza restano solo i suoi occhi e i suoi occhi, e la sua faccia tutta, mettono paura. Non ci compreresti nulla. Tutte le mani controllano il portafoglio. E’ lui il vero politico di questa nostra politica.
Ci ha propinato una storia, la sua, in ogni salsa. A starlo ad ascoltare ha fatto tutto quello che è successo negli ultimi cinquantanni. Anche lui è il nuovo della politica. Chissà se le cose sarebbero ugualmente successe se non perché lui ci potesse salvare. Tutto tranne la resistenza. Era piccolo allora. Ma quella nuova sì! l’ha fatta. E, dimenticavo, le guerre puniche. Intanto lui guarda l’orizzonte. I suoi occhi vedono lontano. Come spilli scrutano. Non possono riconoscere il postino e nemmeno il postino lo conosce. Lui ha un sogno. E vende illusioni come se spargesse incubi.
Ci guarda fingendo sfacciatamente di non vederci. Si sorbe velocemente il caffè. Non c’è bisogno che legga i fondi, solo lui può non vedere che non ha nessuna speranza. E’ lui il nuovo leader per un giorno. Ha ancora in tasca la sua propaganda elettorale ma ora è solo. Dietro non c’è l’orchestra dei tromboni. Anche loro la festa fanno festa. Ci vorrebbe proprio Lei per chiudere con una battuta. Forse basterebbe solo un bastone per una battuta efficace.

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mariangela-iconaEra indeciso se era un condottiero o un leader. Poi aveva finalmente deciso di essere questo e quello. Lo ricordo mentre rigiro il sacchetto della farina tra le dita. Sta portando una storia verso quei due numeri ovali. Quella storia nemmeno gli appartiene. Così sono i grandi uomini di carta. Vendono le cose d’altri. Me ne resto in silenzio e poi penso. Me ne spiace per la storia. Chi è senza passato… non ci posso fare nulla. Salgo dalla cambusa. Guardo il mio turno, passata la prima notte, mi sembra l’inizio di qualcosa. Torno al mio mondo virtuale ma legato sempre al mondo reale. Si riparte. L’avventura è appena cominciata. E poi c’è sempre una avventura che aspetta i pirati

E poi i pirati trovano sempre un’osteria e una buona compagnia. La mia è ottima. Alziamo le vele. Puntiamo verso la luna. Che la rotta ci sia amica. Magari l’avessimo fatto prima. Il guercio, che non ci vedeva nemmeno da quello buono, portava anche sfiga. Infondo gli abbiamo lasciato acqua e viveri in abbondanza. Credo abbia già trovato il suo venerdì. A lui può raccontare tutto. Lui vuole solo sentirlo parlare. Io invece inseguo il canto delle sirene. E poi è sempre meglio che averlo dato in pasto agli squali. Tanto quelli della sua pasta prima o poi ci pensano da soli.

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1] Il manifesto di allora è dell’amico Luca Tornatore. Io provengo da lì attraverso storie simili.

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neraDeluso? non lo nascondo. Per un attimo ancora resto nella realtà per dire, anch’io, che sono orgoglioso di esserle amico. Poi torno al mondo blog. I mondi virtuali appaiono sempre più facili del mondo reale. I mondi virtuali puoi cercare di farli a tua immagine e somiglianza. Puoi persino lasciare qualcuno fuori della porta.

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MARIANGELA VAGLIO

(nella rete, è Galatea)

si presenta alle Primarie del Centro Sinistra di Spinea del 8.02.2009

come indipendente di Sinistra con Spine@con

mariangela

da blogger a sindaco

la incontri anche in Facebook

pd

idv

ps

spineacon

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Ne ho accennato con un certo pudore; fin dall’inizio. Poteva sembrare uno scherzo ma non lo è mai stato. Ci sono cose e valori in cui credo. La politica può essere passione. Può ancora essere l’arte nobile di governare un territorio; di pensare agli altri, ai meno protetti, ai più deboli. Magari un giorno la racconteremo tutta questa nostra avventura. E le storie che mi piacciono sono quelle che hanno un buon fine.

pd

idv

ps

spineacon

una donna, giovane, carina, colta e intelligente

(quattro novità per una candidato Sindaco)

Mariangela Vaglio

candidata alle primarie della coalizione di CentroSinistra

per il comune di Spinea (VE)

Fiorella Mannoia: La storia

[Audio “http://www.fulminiesaette.it/_uploads/musica/rock_mus/Mannoia – La storia.mp3”]

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Cari concittadini e lettori. Non succede più nulla a Spinola. Se mai c’è stata è come non esistesse più; si fosse dissolta. Invece tutto succede, molto, e non solo sotto traccia. La verità è che non succede nulla che il buon senso non inviti a tacere. Succedono cose tutti i giorni, ma cose di cui un minimo di autotutela porta a non guardare, a non mostrare. Cose che entrano nel merito, nella carne dei problemi, che creerebbero troppo rumore, che inciderebbero carni deboli e suscettibili. E per delicatezza sono cose che evitano le parole. Cose tanto affollate che mi costringono a trascurare questo piccolo bimbo che è diventato questo blog.
Intanto vicino, a non più di un paio di chilometri, e sembra già un altro mondo, sono arrivati i barbari, con le loro carovane, la loro superbia e arroganza, a farci rima, la loro ignoranza. Barbari che vogliono alzare steccati e non far entrare il futuro; la storia che è stata e quella che si fa. Ma alla fine solo barbari. E come sempre sono, i barbari, dentro le mura, asserragliati, al riparo. Solitamente finiscono per mangiarsi tra loro, gli assediati. Questo ci racconta la memoria. Il tutto per un pugno di stupidità. E proprio loro che si credono il centro. E’ troppo facile oggi giocare a rimpallarsi le colpe.
Qui invece tutto va a puttane e noi ascoltiamo la musica. Abbiamo una radio nuova; tutta nostra. Una radio di rete. Nessuno decide e niente si decide. Come direbbe il Guccini: città non città. La gente comincia a capire che è meglio partire, fuggire, che venire. Nemmeno scende per strada, quasi non avesse piacere, avesse timore di incontrare qualcuno. Anche qui è Italia ma la crisi pare ancora più crudele che altrove. Gli avvisi di vendita o affitto si stanno ingiallendo anche in assenza di sole. Ci si dà da fare per far scordare quello che non si è fatto. Mica si può dire. Allora parliamo di banalità. Però lavorare, per chi ce l’ha, un lavoro, con la musica è molto meglio e quella suona e spota. Certo che come fortuna abbiamo proprio culo. Hanno messo le luminarie ed è saltata la luce nelle case. Anche questo deve essere argomento su cui tacere. Stanno allestendo i banchetti per i regali. Finalmente chi ne è sprovvisto potrà recarsi ad acquistare le palle. I negozi sono tutti in svendita; fanno prezzi più bassi dei cinesi. Ho cercato di chiuderlo fuori della porta, il Natale, ma quello non accetta rifiuti. Forse siamo passati ai regali intelligenti, nei carrelli degli ipermercati non vedo che pane, acqua e affettati. Dobbiamo risparmiare su tutto, ma perché farlo anche sul cervello? E per Cervello non intendo la non troppo nota band napoletana dei primi anni settanta, ma proprio quello del candidato sindaco dell’altra riva. Meglio cambiare. Io credo che Spinola, e i suoi abitanti, si meritino, quale sindaco, un cervello intero.

mariangela-iconaRipeto che io una soluzione ce l’avrei, anche in questo momento di crisi (cliccate sull’icona per vederla, in un altra finestra, a tutto schermo). E non ditemi che non sono buono nemmeno a Natale, che per altro somiglia sempre più a Halloween. Chi lo conosce, il candidato destro, sa che l’ho trattato bene. Se non sono riuscito a tirarvi un po’ su di morale almeno ci ho provato.

Auguri a tutti.

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Come si sceglie un candidato.

Vediamo: come si sceglie un candidato? Io, personalmente, la penso così: poniamo che stiamo parlando di amministrative, poniamo in un piccolo comune come Spinola, poniamo che si avvicini la scadenza elettorale, supponiamo, ma solo come supposizione, che Spinola annoveri 26.000 (circa) abitanti, neonati compresi, poniamo che sia retta, senza addentrarci in troppi perché, da una famigerata amministrazione di centro-destra, poniamo che ci siano progetti per arrivare a 36.00 anime (circa) e strutture inesistenti, poniamo che non ci sia più nemmeno un millimetro quadrato non cementificato, poniamo che ci siano reali possibilità di vincere e che sia più facile farlo presentando un candidato giusto, poniamo che un primo slogan sia “più attenzione alle persone – meno interesse alle cose“, etc.
Tutto ciò premesso “Chi fa politica”, o chi possiede, almeno in affitto, un neurone, fa una prima selezione, pensa a quali persone ha avuto modo di conoscere o di cui ha sentito per sentito dire. Ne scarta quasi una buona metà poiché appartenenti all’altra parte politica (meno di metà perché è risaputo che dall’altra parte ci sono più braccia che cervelli). Screma il restante di chi non da nessuna garanzia di non passare all’altra parte politica (numerosa, in questo caso, la popolazione degli ex socialisti a prezzi modici). Di quello che rimane comincia a ragionare sulle capacità: intelligenza, scolarizzazione & cultura, pedigrì, immagine & comunicatività (oggi ci vuole pure quella, con un pizzico di ruffianaggine, ma contenuta), benevolenza delle parrocchie, quanto sono personaggi in qualche modo già pubblici, autonomia dai partiti, etc. Pesa i pochissimi che rimangono e comincia la sua scelta partendo dal primo nome in lista per qualità. Se la prima risposta al primo approccio è no!, meglio un no! secco, inorridito, il candidato ha fornito la risposta giusta; mostra di essere non esageratamente ambizioso; si deve ricordare che si cerca una figura per dare un servizio alla città e non un gaglioffo troppo preso di sé; vanesio.
A questo punto si lavora a convincere la persona. In caso di insuccesso si passa al secondo della lista, ma bisogna saper insistere e trattare con pazienza e in caso di successo, dopo faticosa opera di relazione, la persona che si sente chiamata ad un dovere da cui non trova il coraggio ne la vigliaccheria di rifiutarsi, sarà sicuramente il candidato perfetto. Si passa ai piccoli particolari come la cura dell’immagine: lo si manda dal parrucchiere, si fanno una serie di foto, e ripeto foto, e dai provini si sceglie quella in cui è riuscito meglio, un po’ sicuro di sé e un po’ suadente, sbarbato di fresco, con addosso l’abito migliore, lo si invita a cominciare a farsi vedere più spesso in pubblico, soprattutto in quei luoghi frequentati come gli androni dei supermercati e i sagrati, e a mostrarsi affabile, etc. Se si renderanno necessarie le primarie ben vengano le primarie, a nessuno hanno mai fatto male, sarà candidato alle primarie che tanto uno così le primarie le vince alla grande, certo, se non ci si mettono di mezzo le nomenclature. Se invece sul nominativo convergono, fin da subito, i consensi di tutti allora si può direttamente passare alla fase successiva, sarà cioè direttamente il candidato a sindaco di tutti, risparmiando tempo e quel finto passaggio fintamente democratico dove si sceglie chi si ha già deciso di scegliere. E’ semplicemente con questo procedimento che abbiamo già individuato il volto del candidato che vorremmo anche se non abbiamo ancora trovato un nome.

Prima ancora della lista:

Ora possiamo a buon diritto dire:

Vinca il migliore

Consapevoli di aver lavorato bene e, soprattutto, di aver scelto il candidato migliore.
P.S. a vederlo sembra bene, a parlarci sembra meglio, spero che a conoscerlo sia meglio ancora.


Già prenotata la magnum. Già pianificato il trasloco.

Qualora vincessero o partecipassero, in qualche modo, alla vittoria nego recisamente che i rifondaroli siano intenzionati a interrompere l’organizzazione delle consuete gite semestrali del Comune a Lourdes e quelle annuali in terra santa, per informazioni rivolgersi a Gustavo; sembrano solo decisi di affidarne la cura all’ETLI. In risposta il parroco nega che, naturalmente, espletate le elezioni, saranno accettati a messa con le bandiere e gli striscioni. Sembra comunque ancora disposto a discuterne. L’ANPI assicura che anche gli ex repubblichini saranno considerati morti e che ognuno, alla spicciolata, potrà commemorarli il due di novembre, purché, si intende, morti; per i vivi augura loro di recarsi presto a trovare i loro cari.

 

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Si! è tutto una gran confusione. Partiamo dalla fine:
Democraticamente, le diamo una mano, che dite?

Democraticamente parlando: Questa ragazza, anagraficamente Giulia Innocenzi, vorrebbe democraticamente essere una delle candidate democratiche. Sempre democraticamente parlando mi sono permesso di porre delle piccole perplessità sul suo Blog (oggi, se non hai un blog non sei; e io sono?). Questa ragazza molto carinamente e garbatamente mi risponde. Resto sempre ammirato dall’apparire di persone intelligenti nella nostra scena politica, così poco incline; senza presunzioni da parte mia, naturalmente. Le idee sono belle (copio e incollo direttamente dalla sua risposta): Luca Coscioni e Piergiorgio Welby: antiproibizionismo, autodeterminazione e diritti civili; anagrafe pubblica degli eletti per la trasparenza e il controllo dei propri rappresentanti; libera condivisione: nell’abitare, nei mezzi di trasporto, nel software e nell’informazione; informazione sessuale nelle scuole e distribuzione di contraccettivi. Come si può non essere d’accordo? Però Questa ragazza elude quella che doveva essere la domanda: perché una radicale alla guida di un organo del Partito Democratico, ovvero perché un dirigente di un partito a dirigere un altro partito (che nemmeno è una novità)? E’ questo l’argomento; vero?
Forse sono troppo vecchio per il nuovo ma prima alcune cose:
Si! non siamo mica gli americani. Non sono certo di gradire un sistema politico bipartito (o questa sorta di dittatura morbida plebiscitaria), anzi credo proprio che non mi piaccia. Credo che per l’Italia sia oggi ancora troppo avanzato un sistema federativo. Finché il Partito non riesce a rappresentare, qui sì democraticamente, le varie istanze dell’area di cui si candida ad essere “rappresentante” parliamo del pranzo di nozze senza la sposa.
Condivido tutte le critiche possibili su questo Partito Democratico. Su come è nato e su come sta crescendo, gracilino e incerto. Non ne faccio parte. Ho spesso stigmatizzato le sue primarie come un passaggio fintamente democratico del tutto gratuito. Forse, e nemmeno ne sono sicuro, condividerei la necessità di un soggetto politico di sinistra che si ponga la questione del governo del paese, si chiami Democratico, Laburista, Progressista, Socialista (ma veramente socialista), Morbidoso o delle Giovani Marmotte o ancora l’accidente che voglia. Si! forse questo mi troverebbe d’accordo. Vorrei un Partito che mi dica cos’è e dove vuole andare e che sia parte dichiarata, attiva e non ritrattabile, del PSE. Che sia portavoce e difensore di quei “valori”.
Questo paese ha sicuramente dei debiti, che deve sempre tenere presente, nei confronti degli amici radicali per le battaglie di libertà che hanno sempre portato avanti spesso da soli. Sono abbastanza vecchio per non scordarlo. Però, come avviene sempre in politica, mica ci sono solo quei debiti. E quei debiti non possono che imporre del rispetto e dei doveri morali; nient’altro. Il Partito Radicale ha spesso formato degli ottimi elementi politici molti dei quali sono poi approdati all’interno di altri soggetti politici. L’ultimo rampollo fa ora da portavoce del governo, di questo governo, in tutte le reti compreso il processo di Biscardi.
Già a me, che sono un semplice, mi fa confusione oggi che a rappresentare buona parte delle istanze di sinistra, a protestare, ad opporsi e cercare di fare opposizione, debba essere l’Italia dei Valori e il suo leader o un rispettabile comico. Onestamente non mi sembrano incarnino propriamente e interamente quello che io ho sempre immaginato come soggetto politico di sinistra (di quella sinistra di cui sopra). Tranne che Questa ragazza non si ponga unicamente l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla Democrazia interna al PD e sul concetto generale della Democrazia perché, questo caso, mi vedrebbe del tutto solidale con lei.
Certo questo è solo un blog. Certo Questa ragazza è molto carina e certamente non promette peggio del trovarsi tra i piedi certi Mario Adinolfi qualsiasi (c’è sempre un peggio). Dopo tutto questo e molto altro, che sarebbe troppo lungo aggiungere, resta la domanda delle domande: Vuoi tu un soggetto politico guidato da un esponente di un altro soggetto politico? Come se il gatto volesse farsi topo; come se il nero volesse farsi bianco, come se la Lega volesse essere partito politico, come se… Ci aveva già pensato Berlusconi (ricordiamo il Berlusconi industriale + operaio + commerciante + etc.) e prima di lui altri. Attenzione: non parliamo del rappresentante di una coalizione ma del rappresentante di uno dei soggetti di una coalizione che vuole rappresentare l’alleato. Ma forse sì! perché nasconderlo? infondo anch’io vorrei le tette.

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Cervello in vendita

Finalmente, anche se per pochi minuti, trovate le prove dei brogli elettorali. Quello che si era sempre sospettato ora è stato provato. In un sito sono apparse le immagini inoppugnabili di alcune schede contraffatte e, addirittura, dei tabulati dei votanti falsificati ad arte. Le copie sono state pubblicate, per essere subito poi ritirate, siamo in attesa di scoprirne il motivo, in un blog nella rete. Si tratta del blog: “Ce l’abbiamo duro; ma intendiamo tenercelo” (viene inteso il cervello). Naturalmente si tratta di un blog leghista, che essendo Leghista ma del dissenso da questa politica del “chiedi e dimentica“, sottotitola: “Leghisti si, fessi no“. Prima che il post fosse proditoriamente cancellato, si parla anche di hackeraggio, pare stiano volando denunce e querele e controdenunce, tutti i navigatori naviganti hanno potuto vedere, con i loro occhi, apparire nei monitors le prove della truffa. E certo che almeno 3.000.000 (tremilioni) di false schede hanno partecipato a far vincere a Uolter Ueltroni le primarie del Partito Democratico (cioè il noto PD senza la L, partito di maggioranza [ahh!!! ahh!!!] della minoranza). Pare anche assodato, strano a dirsi, come quei voti siano stati inviati da consociate interne in Mediaset.

P.S. Soffermandoci sulle stesse primarie si è rilevato come tutte le quindici schede a favore di Mario Adinolfi siano state invalidate poiché recavano in calce la firma: Mario Adinolfi for Premier e il cognome Adinolfi for Premier non risultava in nessun tabulato.

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