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Posts Tagged ‘primarie’

spinola

Dovrei raccontare qualcosa di Spinola. Lo ripeto: a Spinola non succede nulla che non succeda in ogni piccola città del piccolo regno. Nessuna grande nuova tranne una che grande non è. Le sue strade sono state percorse da un attimo di panico quando da Roma si è ventilata la notizia che il “grande” PD (nel senso di Partito Democratico; pregovi notare che ho evitato qualsiasi gioco ironico) volesse scegliere il nuovo segretario attraverso lo primarie. Non per un dissenso sostanziale sul metodo. Vorrei chiarire il mio pensiero. Io credo che le primarie siano un grande passaggio democratico; se sono primarie serie. Il panico è sorto perché dalle ultime primarie che abbiamo tenuto per trovare il candidato per le prossime amministrative sono passati a oggi quindici giorni. Fare primarie ogni mese oltre che stancante mi sarebbe parso frustrante; quando ancora chi ha perso non ha capito di aver perso.
Le primarie, fatte nel modo in cui si stanno, ad oggi, facendo, più che scegliere divide. Noi ci abbiamo partecipato. Erano primarie di coalizione e noi abbiamo presentato, se ne è parlato in questo blog (l’ultima volta qui), un candidato indipendente di sinistra. Il alternativa due candidati interni al PD che all’ultimo son diventati 3. Il nostro candidato, cioè Lei, ha anche proposto delle idee in un deserto di silenzi. Ci siamo imbattuti in una guerra per bande. Un imbarbarimento del confronto dove si sono scannate le varie anime interne del PD, le correnti che più niente hanno a che fare con posizioni politiche o ideologiche ma ruotano attorno a “capi bastone”. Spesso ad ambizioni piccole e mal riposte che trovano gregge a seguirle.
mariangela-icona Personalmente non ho altre recriminazioni. Abbiamo ottenuto un risultato più che buono, confortante. Mariangela ha riscosso apprezzamento e rispetto. Il mio è un discorso che si ferma in generale. Almeno altri due candidati erano un’ottima scelta. Forse, tra quelli che restavano, ha vinto il migliore. Toglierei, a questo punto, anche il forse. Certo che, sempre in generale, mi chiedo perché fare delle primarie per arrivare alla deludente considerazione che tutti vengono a farti i complimenti e ti senti pure preso per i fondelli, anzi proprio per il culo. Quasi all’unanimità è stato detto “la vostra candidata era in assoluto, per tutto, la scelta migliore da contrapporre al centro destra. L’avrei votata se non avessi dovuto votare il «mio» candidato“. E’ così che vanno le cose. Così riduciamo la democrazia. E poi stiamo a lagnarci, e sono gli stessi, che la gente si allontana dalla politica e se ne disinteressa.
Nel frattempo gli altri sconfitti hanno ripreso la guerra perché non hanno digerito una democrazia della sconfitta. Parlarne e amareggiante e allora vi parlo della signora Luigia. E’ emigrata in altro comune recentemente. Abitava, in un modesto appartamento fronte finestra degli Assunta, la signora Luigia. La signora Luigia non aveva molta simpatia per quella donna, la Assunta, si sa! soliti immigrati anche se nostrani, cioè terroni, che non era nemmeno facile capire quello che dicevano quando parlavano. E poi com’è possibile avere un nome per cognome e oltretutto da donna, così perché il marito risultava Santuccio Assunta? Senza parlare degli odori che fuoriuscivano da quella finestra quando quella donna cucinava. Ma lei gli era capitata e quando capitava (spesso) l’occasione con chi altri avrebbe potuto spettegolare con la stessa comodità?

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spineaconIn questi giorni ho trascurato alcune cose. Sono stato un poco assente. Anche qui. Ero affaccendato e poi anche le novità nazionali, la barbara ipocrisia di certi dibattiti, quelle crociate, mi spingevano ancora più ad amare il silenzio. A rintanarmi in me. Vorrei non dirlo ma una religione che raffigura un dio come due canule che costringono alla sofferenza e alla tortura un povero essere mi riesce estranea. Una religione che invece denuncia la liberazione di quel corpo come un assassinio mi è estranea. Saperla scrivere bene mi disorienta. Mi sarei aspettato il contrario. Blocchiamo la scienza assassina che costringe alla vita un corpo morto. Che poi ho sempre cercato di usare poco questo spazio per certi fatti di attualità. Anche questo mi ha zittito. Non è che abbia ritrovato completamente la voglia.
Domenica Spinola ha votato per le primarie. Un elettore ogni 17 (il circa, in questi casi, è sempre d’obbligo) ha distratto le abitudine delle sue domeniche per recarsi ai seggi. Tanti? Pochi? Non saprei. Qualcuno dice abbastanza. E’ una prima volta. Un primo tentativo di democrazia più partecipata. Un po’ goffo. Non tutti hanno capito.
Si sa come vanno da per tutto queste cose. Ma provarci ci si prova. Abbiamo sbattuto il muso contro le logiche delle correnti; contro il muro del partitone. Lei ha dimostrato di essere di gran lunga l’opzione migliore, in tutti i sensi. Sentirla e vederla era un piacere. Non possiamo dirci soddisfatti ma nemmeno delusi. Il risultato non è stato poi male. Il lavoro è tutto da fare. Noi l’abbiamo aspettato, il risultato, seduti davanti ad una cioccolata calda al solito bar da Clara; sereni. Certo Lei queste cose le racconterebbe meglio. Io cerco di arrabattarmi. Parlavamo di posti ameni e di occasioni per godercela in buona compagnia. Tutto quello che correva affannato intorno non ci apparteneva.
Ci raggiunge Guido. E’ rimasto uguale. Sembra lo stesso ragazzino ma son passati, quanti? tredici anni. Me lo ricorda. L’avevo dimenticato. Sempre verde sfegatato. Sempre con i capelli arruffati. Sempre lungo e magro come un chiodo. Guardo la candidata. Si vede che sono coetanei. Me lo ricorda. Si vede che sono giovani. Sembrano parte di una unica foto. Rimpiango. Lo invidio. Mi da una leggera rabbia. O l’anima che ha venduto valeva più della mia o sono stato buggerato. Poi ci penso. Sono anche più vecchio. Conto alcuni amici. Tutti mostrano più della mia età. Hanno invece almeno cinque anni in meno. Ma tra i miei giovani conversali sono vecchio. Più vecchio ancora. Ci saluta Guido. Non ha preso nulla. Non l’ho mai visto star fermo in un posto più di quel tanto.
Lo vedo arrivare. E’ una presenza anomala da queste parti. Anche questo indica che siamo in campagna elettorale. Fin dal primo istante mi ha dato subito l’impressione di chi sogna di conquistare un impero facendo le battaglie nel cortile di casa. Sa arringare, scaldare gli animi di slogan con voce stentorea, ma senza un palco è perduto. Della sua arroganza restano solo i suoi occhi e i suoi occhi, e la sua faccia tutta, mettono paura. Non ci compreresti nulla. Tutte le mani controllano il portafoglio. E’ lui il vero politico di questa nostra politica.
Ci ha propinato una storia, la sua, in ogni salsa. A starlo ad ascoltare ha fatto tutto quello che è successo negli ultimi cinquantanni. Anche lui è il nuovo della politica. Chissà se le cose sarebbero ugualmente successe se non perché lui ci potesse salvare. Tutto tranne la resistenza. Era piccolo allora. Ma quella nuova sì! l’ha fatta. E, dimenticavo, le guerre puniche. Intanto lui guarda l’orizzonte. I suoi occhi vedono lontano. Come spilli scrutano. Non possono riconoscere il postino e nemmeno il postino lo conosce. Lui ha un sogno. E vende illusioni come se spargesse incubi.
Ci guarda fingendo sfacciatamente di non vederci. Si sorbe velocemente il caffè. Non c’è bisogno che legga i fondi, solo lui può non vedere che non ha nessuna speranza. E’ lui il nuovo leader per un giorno. Ha ancora in tasca la sua propaganda elettorale ma ora è solo. Dietro non c’è l’orchestra dei tromboni. Anche loro la festa fanno festa. Ci vorrebbe proprio Lei per chiudere con una battuta. Forse basterebbe solo un bastone per una battuta efficace.

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mariangela-iconaEra indeciso se era un condottiero o un leader. Poi aveva finalmente deciso di essere questo e quello. Lo ricordo mentre rigiro il sacchetto della farina tra le dita. Sta portando una storia verso quei due numeri ovali. Quella storia nemmeno gli appartiene. Così sono i grandi uomini di carta. Vendono le cose d’altri. Me ne resto in silenzio e poi penso. Me ne spiace per la storia. Chi è senza passato… non ci posso fare nulla. Salgo dalla cambusa. Guardo il mio turno, passata la prima notte, mi sembra l’inizio di qualcosa. Torno al mio mondo virtuale ma legato sempre al mondo reale. Si riparte. L’avventura è appena cominciata. E poi c’è sempre una avventura che aspetta i pirati

E poi i pirati trovano sempre un’osteria e una buona compagnia. La mia è ottima. Alziamo le vele. Puntiamo verso la luna. Che la rotta ci sia amica. Magari l’avessimo fatto prima. Il guercio, che non ci vedeva nemmeno da quello buono, portava anche sfiga. Infondo gli abbiamo lasciato acqua e viveri in abbondanza. Credo abbia già trovato il suo venerdì. A lui può raccontare tutto. Lui vuole solo sentirlo parlare. Io invece inseguo il canto delle sirene. E poi è sempre meglio che averlo dato in pasto agli squali. Tanto quelli della sua pasta prima o poi ci pensano da soli.

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1] Il manifesto di allora è dell’amico Luca Tornatore. Io provengo da lì attraverso storie simili.

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neraDeluso? non lo nascondo. Per un attimo ancora resto nella realtà per dire, anch’io, che sono orgoglioso di esserle amico. Poi torno al mondo blog. I mondi virtuali appaiono sempre più facili del mondo reale. I mondi virtuali puoi cercare di farli a tua immagine e somiglianza. Puoi persino lasciare qualcuno fuori della porta.

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MARIANGELA VAGLIO

(nella rete, è Galatea)

si presenta alle Primarie del Centro Sinistra di Spinea del 8.02.2009

come indipendente di Sinistra con Spine@con

mariangela

da blogger a sindaco

la incontri anche in Facebook

pd

idv

ps

spineacon

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Ne ho accennato con un certo pudore; fin dall’inizio. Poteva sembrare uno scherzo ma non lo è mai stato. Ci sono cose e valori in cui credo. La politica può essere passione. Può ancora essere l’arte nobile di governare un territorio; di pensare agli altri, ai meno protetti, ai più deboli. Magari un giorno la racconteremo tutta questa nostra avventura. E le storie che mi piacciono sono quelle che hanno un buon fine.

pd

idv

ps

spineacon

una donna, giovane, carina, colta e intelligente

(quattro novità per una candidato Sindaco)

Mariangela Vaglio

candidata alle primarie della coalizione di CentroSinistra

per il comune di Spinea (VE)

Fiorella Mannoia: La storia

[Audio “http://www.fulminiesaette.it/_uploads/musica/rock_mus/Mannoia – La storia.mp3”]

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Cari concittadini e lettori. Non succede più nulla a Spinola. Se mai c’è stata è come non esistesse più; si fosse dissolta. Invece tutto succede, molto, e non solo sotto traccia. La verità è che non succede nulla che il buon senso non inviti a tacere. Succedono cose tutti i giorni, ma cose di cui un minimo di autotutela porta a non guardare, a non mostrare. Cose che entrano nel merito, nella carne dei problemi, che creerebbero troppo rumore, che inciderebbero carni deboli e suscettibili. E per delicatezza sono cose che evitano le parole. Cose tanto affollate che mi costringono a trascurare questo piccolo bimbo che è diventato questo blog.
Intanto vicino, a non più di un paio di chilometri, e sembra già un altro mondo, sono arrivati i barbari, con le loro carovane, la loro superbia e arroganza, a farci rima, la loro ignoranza. Barbari che vogliono alzare steccati e non far entrare il futuro; la storia che è stata e quella che si fa. Ma alla fine solo barbari. E come sempre sono, i barbari, dentro le mura, asserragliati, al riparo. Solitamente finiscono per mangiarsi tra loro, gli assediati. Questo ci racconta la memoria. Il tutto per un pugno di stupidità. E proprio loro che si credono il centro. E’ troppo facile oggi giocare a rimpallarsi le colpe.
Qui invece tutto va a puttane e noi ascoltiamo la musica. Abbiamo una radio nuova; tutta nostra. Una radio di rete. Nessuno decide e niente si decide. Come direbbe il Guccini: città non città. La gente comincia a capire che è meglio partire, fuggire, che venire. Nemmeno scende per strada, quasi non avesse piacere, avesse timore di incontrare qualcuno. Anche qui è Italia ma la crisi pare ancora più crudele che altrove. Gli avvisi di vendita o affitto si stanno ingiallendo anche in assenza di sole. Ci si dà da fare per far scordare quello che non si è fatto. Mica si può dire. Allora parliamo di banalità. Però lavorare, per chi ce l’ha, un lavoro, con la musica è molto meglio e quella suona e spota. Certo che come fortuna abbiamo proprio culo. Hanno messo le luminarie ed è saltata la luce nelle case. Anche questo deve essere argomento su cui tacere. Stanno allestendo i banchetti per i regali. Finalmente chi ne è sprovvisto potrà recarsi ad acquistare le palle. I negozi sono tutti in svendita; fanno prezzi più bassi dei cinesi. Ho cercato di chiuderlo fuori della porta, il Natale, ma quello non accetta rifiuti. Forse siamo passati ai regali intelligenti, nei carrelli degli ipermercati non vedo che pane, acqua e affettati. Dobbiamo risparmiare su tutto, ma perché farlo anche sul cervello? E per Cervello non intendo la non troppo nota band napoletana dei primi anni settanta, ma proprio quello del candidato sindaco dell’altra riva. Meglio cambiare. Io credo che Spinola, e i suoi abitanti, si meritino, quale sindaco, un cervello intero.

mariangela-iconaRipeto che io una soluzione ce l’avrei, anche in questo momento di crisi (cliccate sull’icona per vederla, in un altra finestra, a tutto schermo). E non ditemi che non sono buono nemmeno a Natale, che per altro somiglia sempre più a Halloween. Chi lo conosce, il candidato destro, sa che l’ho trattato bene. Se non sono riuscito a tirarvi un po’ su di morale almeno ci ho provato.

Auguri a tutti.

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