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Posts Tagged ‘pubblico impiego’

Ministro Brunetta (mi scusi se chiamarla ministro mi continua a far sentire… non so come dire; ridicolo?)
Lei, che ha la pretesa di insegnare tutto a tutti, perché va in televisione a dire che noi, dipendenti pubblici, siamo privilegiati e ricchi, e poi ci fa l’elemosina?
Conservi quei 47 (quarantasette) euro netti per classi più bisognose. Noi ricchi fannulloni possiamo anche farne a meno. Vorrei mai scoprire che sono parte di quelli tolti ai nostri figli, cioè alle scuole, privando così il nostro paese di qualsiasi possibilità di avere un futuro.

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Caro Presidente (già psiconano)
Non ho mai dubitato delle sue buone intenzioni. Perché questi toni aspri? Perché questo mostrare i muscoli? La prego, faccia piano; non vorrei svegliasse l’opposizione. Io mi preoccupo per Lei. Continuo ad essere convinto che Lei dorme troppo poco, e questo non le giova.  Che Lei si lascia preoccupare troppo per i suoi ministri, sopratutto per la Carfagna. Da un rapido conto sommario Lei lo fa, il sesso, ogni giorno quanto una persona normale in un paio di settimane e un naufrago, come me, in un anno. Anche gli attori hard faticano a sostenere un ritmo simile. Gli eccessi non sono mai un buon viatico. E’ qui che mi sorge il dubbio che invece di parlare di politica stiamo parlando di stress. Abbia cura della sua persona.

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Cari compagni
Veltroni mi ricorda la bella addormentata; perché? Cento punti a chi indovina la risposta. Non vedo un progetto di governo, ne tanto meno di sviluppo e società, da parte di questa opposizione; dov’è la novità? In questo caso la risposta vale 250 punti. I compagni dell’area dell’arcobaleno, detti anche amici antagonisti, vanno in piazza; e allora? Solo cinque miseri punti. La notizia sarebbe se andassero a prendere una pizza. Gli studenti invadono le piazze. Nessuna domanda. Solo nostalgia. Mi ricordano il sessantotto.
La Gelmini vuole chiudere la scuola pubblica. Brunetta, come economista, ci invita a investire ch’è questo il momento e spiega che lui non lo fa solo perché non ha soldi; quasi quasi organizzo una colletta per il povero microbo-ministro. Certo è facile l’ottimismo con i soldi degli altri. Brunetta, come ministro dell’innovazione o di che ne so, vuole limitare le libertà sindacali, invita alla delazione nel pubblico impiego e agli stessi controlli degli stadi. La lega propone classi separate per gli studenti (di ogni ordine e posto) diverse, per colore, per religione, per lingua, sospetto anche per credo politico. Già me li vedo stabilire quest’ultima discriminante all’interno dei nido affidati esclusivamente a suore. Però è stata (per ora) risolta la crisi dell’Alitalia con una cordata inventata dove a capo c’è chi ha credenziali ben poco rassicuranti. Il papa mette lingua anche in quel posto delle galline, ma sembra che in questo il governo attuale non c’entri. Mediaset, l’azienda del premier, vale il 40 % rispetto a poco tempo fa e Grillo invita a comprarla. Le rimanenti cattive notizie alla prossima puntata. Anche se molti compagni insistono ribadisco che, per quanto possano sembrare simili, questo centro-destradestra&sinistra non sono uguali. E non è solo una questione semantica.

Caro amico (che non leggi)
Uguale differenza (veramente maggiore) corre tra apartitico e apolitico.

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Ha ragione. Quando ce l’ha ce l’ha. Bisogna dargliela. Sono calunnie fatte circolare da una minoranza ideologica e rissosa, prevenuta; con cui nessun dialogo è possibile. Non è assolutamente vero che si sta instaurando (ed è già in atto) una dittatura morbida. Il nostro premier chiede solo tempo e vedrete se è morbida.

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Voci attendibili confermano che si è già provveduto a intervenire sulla nuova finanziaria rimpinguando il capitolo apposito “spese di rappresentanza“. Con fare deciso il microboministro è riuscito ad ottenere lo stanziamento di ulteriori fondi per un nuovo naso rosso e una frusta. E’ determinato a esibirsi anche come domatore di cavalli a dondolo.
Lui vorrebbe fare il duro ma è un morbidoso. Basta fare come fanno a Bari con i polipi: pestarlo ripetutamente e con tenacia contro ad uno scoglio.

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Un politico che non è Erberto Guidi¹, nonostante la zeppa, di in un paese che non è Spinola², chiede ad un impiegato comunale³ (che naturalmente non sono io) di fare la situazione delle abitazioni di proprietà comunale (una mezza dozzina, non di più). Il ligio dipendente comunale individua le proprietà e, quasi di sua iniziativa, fa una relazione sui locatari e sulla situazione degli arretrati nei fitti. Risultava che ben poco era stato pagato, anche di quegli affitti agevolati, e che molto era insoluto. Risultava a fronte una corrispondeva estremamente lacunosa e spesso infedele. Dire le cose così è disegnare una situazione rosea perché stava tutto in un abbandono ben peggiore. Quell’impiegato, che, ripeto, non sono io, ha presentato una dettagliata relazione accompagnata da un foglio Excel riassuntivo. Con modestia ha proposto una soluzione che sembrava fatta del più banale buon-senso: tutti debbono pagare al Patrimonio, nei rari casi di vera necessità verificata devono intervenire i Servizi Sociali in una partita di giro. Tale soluzione è stata prospettata anche al Segretario Generale. Il lavoro è rimasto sul tavolo dell’impiegato e del politico sei mesi. Passato circa quel termine è stato chiesto allo stesso impiegato, che non sono io, di aggiornare i dati. I dati aggiornati stavolta hanno riposato sopra gli stessi tavoli qualcosa più di sei mesi. Da quanto risulta gli inquilini continuano a non pagare e il comune a non fare nulla per riscuotere, ma non possiamo esserne sicuri perché, naturalmente, si è ritenuto opportuno avvalersi delle sue grandi capacità e competenze (devono aver preso quell’impiegato, che non sono io, per una sorta di Pico della Mirandola, buono e capace per ogni cosa; proprio come i nostri ministri), dicevo hanno ritenuto opportuno spostarlo in altro ufficio e preferibilmente in una sede staccata dal Municipio, anche in quanto trattavasi di un soggetto sinistrorso e barbosamente scrupoloso.

A volte i fannulloni si riposano faticando.


1] Nome di pura fantasia

2] Nome di pura fantasia

3] Di pura fantasia; nessun riferimento è reale ma, al massimo, realistico.

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Interrompiamo il gioco, proviamo a parlare sul serio, visto che a rifletterci, a volte, si può anche scoprire che la seconda risposta ha più buonsenso della prima. Fin troppo facile sparare sui fannulloni nel pubblico impiego ed è quando le cose sono troppo facili che divento sospettoso. In tutti si è costruita, nel tempo, questa immagine di una “burocrazia¹” che non funziona e dedita all’ozio, costruita in due lustri di governi che avevano usato l’impiego pubblico per “sistemare” il loro elettorato (è passato l’entrarci attraverso l’iscrizione ad un partito, persino ad un sindacato?). Era, allora, il posto sicuro, quello che nessuno ti avrebbe potuto togliere per tutta la vita. Pagato poco ma, appunto, sicuro. Persino gli stessi lavoratori denigrano l’ambiente e sono pronti a sparare contro: “nessuno lavora; naturalmente escludendo il sottoscritto“.

Cominciamo a chiarire che ci sono comparti dove, nel pubblico impiego, si lavora quasi o come in fabbrica (pensiamo a gran parte della sanità). Di contro, soprattutto scendendo sempre più lungo lo stivale, ci sono comparti dove le assunzioni non sono avvenute perché c’era lavoro ma proprio perché non c’era, cioè per fronteggiare la disoccupazione. Già qui si porrebbe logica una domanda, ad un ministro di provenienza socialista e che rischia di definirsi ancora tale anche dopo una lunga militanza in quello che ora e il PDL: “cosa ne facciamo dopo di un altro esercito di disoccupati che colpirebbe soprattutto il meridione oltre che l’intera nostra stessa economia“? Impossibile che il ministro non si sia posta questa domanda. Sospetto sappia invece bene che sta ragliando al vento. D’altro canto sono gli stessi che si ergono a paladini della sicurezza che poi tagliano gli stanziamenti alle forze dell’ordine o depenalizzano i reati. Una volta si chiamava demagogia; oggi non so.

Abbiamo detto che questo universo è stato creato da una certa politica. Quella stessa politica che ora grida ma che ancora ora continua a nominare per meriti e demeriti politici dei dirigenti incompetenti. Ma dove metti i trombati della politica? Minimo gli troviamo un posto in un consiglio di municipalizzata. Non mi sembra che la politica stia proprio dando segnali di riscatto o di etica. Non è forse vero che in Italia l’unica cosa che continua ad aumentare, oltre l’insicurezza e la disperazione, sono i loro redditi. I dipendenti non solo si trovano a lavorare, spesso con scarsità di mezzi (vedi il ritardo tecnologico), guidati da responsabili incompetenti, ma altrettanti spesso è una scelta prettamente politica e voluta il non raggiungere i risultati; una seria lotta all’evasione, delle tasse e delle imposte, creerebbe un’equità impositiva (ma chi la vuole?), ma allo stesso tempo destabilizzerebbe l’elettorato; naturalmente scontenterebbe qualcuno portatore di voto, perché le tasse si devono pagare ma le deve pagare “il vicino”. Infondo siamo tutti un poco conservatori soprattutto quando si tratta della nostra sedia e dei nostri emolumenti.

Ancora un piccolo punto da chiarire: chi sceglierebbe e con che criteri? Sono certo che in questo momento, io uomo di sinistra che lavoro in una amministrazione di destra, e solo perciò subisco una situazione di mobbing, io che avendo imparato a lavorare in un lungo tirocinio nel privato e che se ho momenti morti mi invento lavoro, io che non ho mai fatto caso ad una declaratoria professionale assumendomi compiti e oneri ben al di là del mio livello e delle responsabilità a cui dovrei rispondere, sempre io con una moglie nella sanità (appunto) che non si è mai risparmiata e ho sempre visto tornare stanca, ebbene io, quell’io, son matematicamente certo che mi troverei nell’elenco dei fannulloni ai primi posti perché non si fa uno sgarbo ad un amico. Perché anche le promozioni si fanno in base a favori (in un dare e avere) e a simpatie; e alcune passano anche in ambienti come le camere da letto o comunque adatti a pratiche non strettamente legate alle mansioni lavorative.

Ripeto che sono convinto che tutto questo il ministro lo sa. Non sarà un drago ma nemmeno così stupido. Sa che le leggi ci sono e che attraverso esse si sta già moralizzando ma si prende la gloria di procedimenti che sono partiti quando lui non aveva ancora nemmeno la speranza di avere un dicastero e si erge a censore e moralizzatore in un ruolo fin troppo facile e portatore di plausi. Una cosa seria invece sarebbe, per esempio, combattere seriamente l’evasione e la corruzione. Questo sarebbe un vero passo avanti ma nessuno lo vuole se non a parole. Poi potremmo cominciare un discorso di efficienza. La creazione degli strumenti di base sui quali sviluppare un lavoro che garantisca servizi, come la creazione di banche dati univoche e attendibili, come si è fatto per i codici fiscali, in alternativa alle quali non restano che le famose sfere di cristallo. Se io non ho un anagrafe seria e attendibile, ma sei o sette o all’infinito, frammentate per uffici (una, quando non due, per l’anagrafe vera e propria, una per ogni tassa o tributo, una per la protocollazione, etc.) e contraddittorie, quale certezza di dare un servizio posso avere? Se mi trovo a inviare ingiunzioni di pagamento ai morti è chiaro che si spreca il tempo lavoro che il fannullone potrebbe dedicare ai vivi. Questo è un paese di pazzi perché, se controlliamo i catasti ci accorgiamo che una infinità di italiani paga o pagava, ad esempio, l’Imposta Comunale sugli Immobili (ora soppressa per la prima casa) senza possedere immobili in quanto i loro non erano mai stati accatastati. Magari scopro che qualcun altro abita a casa mia e preferisco non saperlo per non correre il rischio anche di pensare male. Che ne so? che gli affittuari non pagano l’affitto perché nessuno tanto glielo va a chiedere, su alloggi destinati ai cosiddetti poveri, ma dati agli amici e agli amici degli amici, mentre quei poveri aspettano fuori della porta. Già! se hanno fortuna sono in graduatoria. Che gli appalti non sono affidati al fornitore che garantisce una esecuzione migliore al prezzo più basso. Onestamente non mi interessa a chi fa riferimento la ditta che esegue un intervento, mi infastidisce che l’intervento nasca per affidarlo ad una ditta, cioè che ci sia prima l’affidatario che la necessità dell’opera. E se provassimo, a questi fannulloni, a dargli lavoro e mezzi? Parliamone.

P.S. se lungo tutto il post (grazie della troppa attenzione) Vi siete chiesti dov’è la biondina? Beh! non potete vederla perché sta accovacciata sotto il tavolo.

Elio e le storie tese: La terra dei cachi

[Audio “http://se.mario2.googlepages.com/Laterradeicachi.mp3”%5D


1] Burocrazia e pubblico impiego non sono sinonimi

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