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Posts Tagged ‘Rokes’

fulmineSuccedeva sempre più spesso. Anche quel mattino. Si trovò a toccarsi. Il suo regno si riempiva di menagramo. Da che aveva dato loro, ai suoi amici, una autonomia, aveva già fatto a tempo a pentirsene. A volte arrivavano a trovarsi persino a discutere. Certo che li aveva fatti a fare se poi doveva fare tutto da sé? Se lo chiedeva in continuazione. E quelli sempre a criticare; a chiosare. Se non c’era Lei c’era il suo zampino in tutto quello. Era più che un sospetto. Metti un donna e niente è come prima. Gli amici immaginari sono sempre una gran iattura.
Erano quattro amici al bar, parlavano di rifare il mondo.
Ci facciamo un caffè”?
[Qualcuno potrebbe osservare che, essendo i fatti narrati in questo caso risalenti attorno ai primi anni del secondo secolo, non era ancora stato scoperto il caffè. Che ce ne voleva di pazienta prima che Kaldi uscisse per far pascolare il suo gregge. Ovvero che avrebbero dovuto aspettare almeno milledue, milletrecento anni per gustarne una tazza. Niente di più stupido. Dio non ha tempo, e, soprattutto, se ne poteva fare a meno, non amava aspettare. Non sempre la pazienza era il suo forte. E poi, eccheccaspita!, se non se la poteva permettere Lui una piccola eccezione… Ne aveva voglia, e questo doveva essere sufficiente. Non poteva star lì ad aspettare il caso e un semplice pastore. Uno poi di quelli che disdegnavano persino di farsi un bicchierino.]
Almeno l’uomo”.
Fare per fare si potrebbe almeno risistemare le stagioni”.
Manco aveva fatto a tempo a finire quei suoi pensieri. Ma figuriamoci se Lui aveva voglia di mettersi a rifare tutto. Poteva prenderselo, una buona volta, in santa pace, quel caffè. Lui lo aveva già detto che Lui aveva creato l’amore, il sesso era un’invenzione umana. Se non era proprio così almeno lo era pressappoco. Infatti lui aveva pensato che avrebbe dovuto essere l’uomo, l’uomo, mica la donna, a darsi da fare. I figli sono sempre una grazia di dio. Cioè al piacere non ci aveva proprio pensato. Certo che se una cosa la si fa con piacere la si fa più volentieri. Da qui a farlo solo per quello certo che ne passava. Tanto quanto ne passava a non farlo proprio.
A volte non ci pensava abbastanza, prima. Forse avrebbe dovuto farlo, ‘che lui era Dio. Ma per dio: un po’ di buon senso; diamine. Un po’ di quel che si dice. E di moderazione. Se faceva il vino mica si doveva bere tutto in un giorno. Così per il resto. D’accordo che fa buon sangue. E quello non mente. Ma che esagerare lo si sapeva: bere non è mai bene. E il troppo stroppia. Eccetera. Distrattamente si chiese se anche quello, il piacere, cioè il sesso, poteva dare assuefazione. E allergie? Ma erano pensieri da porsi? Lui che sapeva tutto non se l’era mai chiesto. E non capiva perché avrebbe dovuto; chiederselo. Lo sapeva che lei, credendo di non essere sentita, continuava a ripetere quel suo “Povero vecchio”. Povero e vecchio un corno. Sapeva quello che faceva. Ma forse sarebbe stato meglio se avesse creato subito la musica rock. O almeno il beat.
Allora aveva fatto l’uomo e la donna. Cioè prima l’uomo e poi la donna. Due cose chiare. Separate. Non era tipo da fare confusione. Era dentro quel condominio che se ne vedevano delle belle. Tutto e il contrario di tutto. Ma anche lei. Va bene invaghirsi. Va bene tutto. Meglio tenersi al largo da quel lago. Magari mica era una leggenda. Nemmeno l’alluce ci avrebbe infilato dentro quell’acqua. Sarà stato anche amore ma certo l’amore aveva un sacco di modi di manifestarsi. Era questo il punto. E che non gli parlassero poi di quello. Non lo poteva vedere. In quel caso non gli potevano certo imputare alcunché. Era colpa degli inquilini dell’edificio accanto. Con quelli non si poteva proprio parlare. Non avrebbe avuto bisogno di inventarsi degli amici immaginari, diversamente. Tanto Lui se ne stava sulle sue tanto quelli si mescolavano con gli uomini, e con le donne. Con quelle loro strane idee in testa. In fondo le loro finestre s’affacciavano sullo stesso mare. Anche quello. Avesse voluto non avrebbe potuto non vederli. E sempre a dire che c’erano prima loro. Che centrava? E vai a guardare secolo più secolo meno. Lui c’era prima. Era solo che non stava lì a vantarsene. C’era sempre stato; quasi. Vai a farglielo capire.
Anche quella Pluto non lo convinceva molto. Chi diceva che erano due persone diverse con lo stesso nome. Chi che era prima uomo e poi donna, o viceversa. Non avrebbe potuto mettere la mano sul fuoco. Quello o quella o quelli non lo convincevano proprio. Ma non sapeva dire chi era il migliore e chi il peggiore. Lasciamo stare i migliori. Non ce n’erano da salvare. Non ci si raccapezzava. Era tutto una gran confusione. Avessero almeno pagato gli alimenti. Non c’era verso di metterci ordine. Che se la suonassero e se la cantassero. Rischiava che finiva che quella storia del trino sarebbero andati a dire che anche quella se l’erano inventata loro. Aveva il sospetto che di loro si sarebbe continuato a parlare per secoli. Come non avessero già combinato abbastanza guai.
In fondo quelli erano d’un altra parrocchia. Non c’era niente da fare. Parlavano un’altra lingua. Le avventure con loro finivano quasi sempre lì. E poi erano pettegoli come pochi. E si intromettevano su tutto. Aveva anche provato. Non c’era verso di farsi sentire. Di andare d’accordo. Doveva capire che doveva limitarsi ad occuparsi del suo orticello. Doveva forse giustificarsi anche per loro? Non era vero che l’aveva fatto senza coglioni. E quelli venuti dopo? Erano senza coglioni, mica privi di testicoli. Che colpa ne aveva? L’uomo si diverte a dare del suo peggio. Lo inviti a cena e puoi star sicuro che si infila le mani nel naso. Per non parlare di come ti guarda la moglie. Non era bastato tutto quel gran casino che aveva combinato Noè. L’uomo non impara perché non vuole imparare. Non era per quello che preferiva cenare da solo. Magari poi il digestivo lo prendeva pure; e con lei. E qualche volta dopo aveva anche di che pentirsene. Non era mai facile venirne a capo; con lei. Lo aveva sempre ammesso. Da subito. Se si dovesse ricordare sempre quella volta dell’universo allora quel digestivo se lo sarebbe dovuto prendere sempre, anche quello, con quegli amici. Ce li aveva già per i piedi tutto il giorno. Che quando mancano ti mancano ma quando ci sono rimpiangi che non abbiano altro da fare. Questo per dire.

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