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Posts Tagged ‘Sandro Pertini’

Logo di Diritto al ritorno rappresentante un muro con dei bambini davantiSiamo alla vigilia e si prospetta un sabato pieno, affollato. Sembra si siano dati tutti appuntamento lo stesso giorno. Ecco qualcuno di questi appuntamenti sperando di non dimenticare nessuno, almeno fra quelli più rilevanti:
■ In vista della sessione delle Nazioni Unite del 20 e 21 settembre in alcune città italiane, come Milano, Torino, Roma, si organizzano manifestazioni o presidi in favore della Palestina davanti ai consolati e alle ambasciate americane per “il diritto al ritorno”. A loro abbiamo dedicato l’immagine introduttiva a questo avvenimento. Mi raccomando: non mancate a questo importante appuntamento.
■ Quelli che si definiscono “Indignati” chiamano a raccolta gli italiani con lo slogan: Tutti a Roma in piazza Montecitorio a sostegno di Gaetano Ferrieri” con la speranza di dare una spallata al governo e a tutto il sistema politico richiamandosi alla primavera araba, alla Spagna e soprattutto alla Finlandia. Auguri di cuore a tutti e all’Italia, anche a quelli che non vorrebbero la partecipazione dei compagni. Senza ironia, né pregiudizi né polemica. Chi può non faccia mancare la sua presenza.
■ A Venezia per domenica si preannunciala solita calata barbara della lega con la solita carnevalata di tutti gli anni. Si prepara una accoglienza cordiale, com’è costume del nostro popolo, riempiendo la città di tricolori di benvenuto. Ma il sabato, questo stesso sabato, veneziani e italiani si danno appuntamento perché vorrebbero mandare il messaggio, attraverso una manifestazione, che farebbero volentieri a meno della calata di questi zotici un po’ fascistoidi e un po’ xenofobi. Ci vediamo là.

Avrei voluto dire tante cose e parlare di tutto. Il tutto non esiste, non si può parlare di tutto. Ma oggi è anche l’anniversario dell’ignobile sterminio nei campi profughi palestinesi in Libano di Sabra e Chatila. E’ l’occasione di un altro giorno della memoria. Ancora oggi, nessuno ha mai pagato per questo crimine. Il 31 dicembre 1983, il Presidente Sandro Pertini, dopo essere stato sui luoghi del massacro, rilasciò questa dichiarazione: Io sono stato nel Libano. Ho visto i cimiteri di Sabra e Chatila. E’ una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quell’orrendo massacro. Il responsabile dell’orrendo massacro è ancora al governo in Israele. E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto. E’ un responsabile cui dovrebbe essere dato il bando dalla società”. Ero molto più giovane allora, ma ricordo ancora le drammatiche immagini. Non vi erano resistenti nei due campi profughi che avevano avuto l’assicurazione dell’Onu. Per tale assicurazione quei resistenti avevano lasciato i campi stessi. C’erano solo donne, vecchi e bambini. L’esercito sionista di invasione aveva circondato le aree e sotto la sua tutela armata aveva mandato i suoi sgherri libanesi. Erano cristiane le milizie dai sionisti armate che sono entrate per compiere quell’immane massacro (qui molto ben ricordato). Uno di questi giorni vorrei fermarmi un attimo per parlare di chi sono i veri terroristi. Che dire ancore se non che quelle immagini non potrò mai più cancellarle e mi danno ancora angoscia e vergogna. Ricordiamo quelle vittime che sono vittime di tutti noi e della vigliaccheria. RESTIAMO UMANI.

Uomini che reggono lo striscione Per non dimenticare Sabra e Chatila

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Io, abitante di una generazione tradita, forse auto-tradita, oggi prendevo un caffè con un amico socialista. Una di quelle persone che ci credono ancora con la testa e col cuore, anche se non esiste più nemmeno un partito, anche se i suoi “compagni” continuano a dirsi socialisti e son finiti dappertutto e dentro ogni stanza e ogni idea. E lui era orgoglioso di quello che era stato e di quello che restava, ed era orgoglioso di un uomo orgoglioso, Pertini, e ne aveva portato una sua vecchia foto.
Mi ha costretto a ricordare quell’Italia anche se non avrei voluto farlo; oggi 3 maggio del duemilaotto. Chi era Pertini non sta certo a me ricordarlo, ma Pertini era anche quel vecchio buono solo per piangere ai funerali. Questo lo affermavano allora molti “compagni” del suo partito, non solo di base. Per me era anche l’orgoglio di “un italiano vero con un socialista per presidente“. Di un Italia che vinceva il mondiale di calcio e lui era lì con la squadra. E giocava a scopa con i calciatori. Lui, per gli italiani, era un presidente che sapeva farsi capire anche quando piangeva o taceva. Forse è anche per questo che il centro sinistra ha subito questa disfatta epocale: ha smesso di saper parlare con la sua gente.

Claudio Lolli: Piazza, bella piazza [Audio http://se.mario2.googlepages.com/Piazzabellapiazza.mp3%5D

Claudio Lolli: incubo numero zero [Audio http://se.mario2.googlepages.com/Incubonumerozero.mp3%5D

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