Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Spinola’

Avrei voluto scriverne un post. Poi ho creduto forse inopportuno, almeno per il momento. Un po’ di tatto, di delicatezza. Allora parlo d’altro. Parlo di Cristino.

mariangela-marcherata-rossa-di-vergognaFine preventiva di una carriera politica

Cristino era sempre stato alla finestra. A sentirli parlare gli sembrava che lui avrebbe potuto anche dirlo meglio. Questo non lo aveva smosso da una sorta di timidezza e di apatia. Di modestia; forse provvisoria. Che infondo non costa e fa educato. Poi, un giorno, s’era fatto un po’ di conti in tasca. Non era proprio uno sconosciuto. Alle assemblee condominiali a volte s’era trovato a dire la sua. Anche con i professori, per Marta. E aveva dato una mano per la gita nelle Marche; a Orvieto. Era stato quello che lo aveva convinto ad accettare. Si era trovato così buttato nella mischia. Ed era entrato subito nella parte dell’aspirante consigliere comunale; nella grande politica. Per “La lista della spesa”.
All’inizio aveva avuto dei problemi per farsi accettare con quel nome. Poi si era trovato a parlare, ed era come aveva sempre pensato. Se la cavava. Non era peggio di tanti altri. Anche di alcuni che ci bazzicavano da un qualche tempo. Chiara, sua moglie, gli correggeva l’ortografia. Gli dava qualche buona idee. Non c’era bisogno d’altro. In politica, l’aveva capito subito, non servono le idee. Conta il modo in cui le si espone. E con foglietto davanti si sentiva sicuro e tranquillo. Anche quando perdeva il segno era difficile accorgersene. Gli sembrava già di aver acquistato un certo credito. Rispetto. Che lo stessero ad ascoltare. Pensò che forse era stato troppo timido. Forse avrebbe potuto ambire anche ad un posto di assessore. Anzi quasi sicuramente. Decise di dar tempo al tempo.
Tutto si metteva al meglio. Quel giorno si stava recando dal barbiere. Davanti alla porta gli avevano chiesto una intervista. Una di quelle cose commissionate per il mercato, quale non l’aveva afferrato. Non ci aveva trovato nulla di male. E le domande erano state quanto di più banale. Età. Città natale. Professione. Stato civile. Altezza. Etc. Le ultime non le aveva del tutto capite. Forse attenevano alla sua cultura. I libri letti. I giornali che comperava. I programmi televisivi. E così discorrendo. Alla fine lui chiese ma non riuscì a farsi dire il risultato. Sembrava un segreto. Una sorpresa e una sorpresa vera fu quando il mattino dopo, capelli in ordine e sbarbato a puntino, trovò, tra altri, il suo nome ne “La Piassa de noantri”; quotidiano locale dietro il quale tramacciava la parrocchia di San Buffalino. Non erano elencate le domande, nemmeno più le ricordava, ma solo i risultati. Era agli ultimi posti. Scoprì così di avere un’intelligenza pigra, e peggio di avercelo piccolo. Scoprì così di non essere quello che era. Capì che quelle poche righe avevano vanificato il suo lavoro; avevano decretato la fine della sua carriera sul nascere. Non la prese per nulla bene.

Annunci

Read Full Post »

spinolaIn fondo ogni città è un piccolo posto. Anche quelle grandi. O meglio una serie di piccoli posti. I posti in cui ci si trova. Una piazza. Un bar. Una sede. Tanti paesini come piccole scatole. Spinola non è differente. La vita sembra tutta e solo quella che vedi. Il bar da Clara resta il bar da Clara. Gli spinolenti sembrano tutti lì. Forse non è così.  Forse lo è per me. Forse è solo una impressione. Poi mi accorgo che l’orizzonte va oltre il piccolo parco; il mio sguardo, ciò che posso vedere standomene seduto. Certo che, almeno lì, tra uno spostamento in macchina e l’altro, passano in molti. In certi giorni si parla molto di politica. In alcuni anche di più Ora sono finite le primarie. Non mi è capitato che si sprecassero commenti. Forse sono i commenti che per il momento mi evitano. E allora mi sono trovato a pensare a quando ero ancora ragazzino. A un Italia diversa. A mille cose. A volte i pensieri se ne vanno proprio dove vogliono. Ma anche non molto tempo fa non era così. Per un periodo i miei posti erano il lavoro, le pizze con gli amici, la sede dell’associazione. Era un’associazione per rifondare la politica. Tutti volevano una politica nuova. In cosa consistesse è rimasto un mistero, o almeno un insieme di misteri, uno per ciascuno di chi affermava tale affermazione. Ultimamente me lo ha ricordato Martino, non direttamente ma per il canale della trasmissione delle chiacchiere. Infondo la politica è cambiata. Senza che ci si potesse fare troppo caso. E parlo della piccola politica, non degli ideali. Ora, per esempio, non ci governano i ladri. Cazzo! a fare mente locale ti accorgi che non governano i ladri perché quelli di adesso non sanno nemmeno rubare. Quando ci provano li beccano subito  (lo conferma anche la stessa madre di un aspirante leader). E prima ancora che possano mettere in tasca il bottino. Ma ti saresti potuto immaginare allora, che ne so? Un Bondi a fare il portavoce. Ne avrebbero fatto un film. Il titolo: “Stai zitto cretino“. L’evoluzione della politica va avanti parimenti all’evoluzione della specie. Non c’è più un po’ di pudore. Fatemi bere in pace il mio caffè.
Non che sia particolarmente deluso dalle grandi e piccole cose. Chiedo a Gerardo, il canapa, se ha notizie di Jacqueline. Lui ch’è un vero esperto. E’ un po’ che non la vedo. Non che fosse bella ma si chiamava Jacqueline. Il cognome era del tutto italiano (Bertolaso) ma poco importava, bastava quel nome a darle un aura di esoticità. E poi aveva un cuore più grande della piazza che ad ogni elezione tutti promettono.

Read Full Post »

mariangela-iconaEra indeciso se era un condottiero o un leader. Poi aveva finalmente deciso di essere questo e quello. Lo ricordo mentre rigiro il sacchetto della farina tra le dita. Sta portando una storia verso quei due numeri ovali. Quella storia nemmeno gli appartiene. Così sono i grandi uomini di carta. Vendono le cose d’altri. Me ne resto in silenzio e poi penso. Me ne spiace per la storia. Chi è senza passato… non ci posso fare nulla. Salgo dalla cambusa. Guardo il mio turno, passata la prima notte, mi sembra l’inizio di qualcosa. Torno al mio mondo virtuale ma legato sempre al mondo reale. Si riparte. L’avventura è appena cominciata. E poi c’è sempre una avventura che aspetta i pirati

E poi i pirati trovano sempre un’osteria e una buona compagnia. La mia è ottima. Alziamo le vele. Puntiamo verso la luna. Che la rotta ci sia amica. Magari l’avessimo fatto prima. Il guercio, che non ci vedeva nemmeno da quello buono, portava anche sfiga. Infondo gli abbiamo lasciato acqua e viveri in abbondanza. Credo abbia già trovato il suo venerdì. A lui può raccontare tutto. Lui vuole solo sentirlo parlare. Io invece inseguo il canto delle sirene. E poi è sempre meglio che averlo dato in pasto agli squali. Tanto quelli della sua pasta prima o poi ci pensano da soli.

———————-

1] Il manifesto di allora è dell’amico Luca Tornatore. Io provengo da lì attraverso storie simili.

Read Full Post »

Come la penso credo ormai sia chiaro. Chi è Lei, altrettanto. Mi prendo una pausa. A Spinea (che qui racconto, tra realtà e fantasia, come Spinola) domenica si vota per le primarie del Centro Sinistra. Lei è quasi più brava come candidata che come blogger, anche se sembra impossibile. Stiamo cercando di riprenderci la città.[Audio “http://www.fulminiesaette.it/_uploads/musica/rock_mus/Mannoia – La storia.mp3”]
la incontri anche in Facebook

Read Full Post »

spinolaVorrei proprio raccontarla questa storia ma da qualsiasi parte la si prenda non si sa come prenderla. Anche con le molle. Chi ne capisce qualcosa è bravo. Ma non posso raccontarla. Non perché sia così avidamente amante della tranquillità. Anzi spesso è l’ultima cosa che penso. Dovrei imparare ad essere più riflessivo, ma ho passato tutta la vita con me, cambiare mi sembra quasi un complicato lusso.
Potesse, lei, Carla, la donna orribile, conquisterebbe il mondo a colpi di tette. Non può, questo è certo. Non ha, come si dice, il fisic du rol. E’ brutta anche solo a guardarla. Senza nemmeno ascoltarla. E non si ricorra come scusante all’età. Riuscita male lo è dal parto. La bava avida e meschina del potere, del palcoscenico, le cola dalle labbra. La voce è volgare prima che la usi per insolentire gli altri. Di lei tutto è volgare. E quella voce precede sempre di troppo la testa. Testa? Credo abbia una qualche utilità solo per il suo parrucchiere.
Ricordate Bambola? Lei è un’altra cosa. Da Lei invece ti aspetti che, in ogni istante, ti porga la mela avvelenata. Poi ti accorgi che non sei nella favola. In questo momento è a Spinola; allo stadio. Consiglio di girare al largo. La partita e quella di semifinale. Vorrei almeno sapere che ci azzecca lei con il calcio. Quello che mi turba sono quei due che le chiedono le formazioni. Lei dà quella di una vecchia edizione dell’Inter. Probabilmente l’ha sbirciata sulle Panini del marito. E’ questo un altro pericolo di chi conserva gelosamente tutti i ricordi. Ma lui, il marito, non è da meno. Vede un rigore anche se il fallo è a centrocampo. Nessuno l’aveva invitato, Paolo, e ha portato anche la moglie. La prossima volta la guardo davanti alla televisione, ma almeno per la finale spero siano perlomeno indisposti.

Read Full Post »

Se si tratta di scegliere il migliore
per vincere a giugno contro questo centro-destra
allora nessun dubbio:
è Lei la migliore

MARIANGELA VAGLIO

(nella rete, è Galatea)

si presenta alle Primarie del Centro Sinistra di Spinea del 8.02.2009

come indipendente di Sinistra per Spine@con

mariangela

da blogger a sindaco

la incontri anche in Facebook

pd

idv

ps

spineacon

[Audio “http://se.mario2.googlepages.com/LaLeggeGiusta.mp3”%5D

Read Full Post »

politica3Stavamo conversando amabilmente, più o meno comodi, ai due capi della linea telefonica, io e Lei. Si parlava, e molto, del più e del meno. Col piacere di parlare parlavamo, tra l’altro, di alcune figure di uomini e donne incontrate -e soprattutto- in questi ultimi tempi, o in precedenza. Su alcune in particolare ci siamo soffermati. Abbiamo avuto, entrambi, l’occasione di incontrare esempi di stupidità assoluta. Non momenti di stupidità ma stupidi allo stato puro, libero e brado. “Come li racconti? non potrebbero mai essere nemmeno un post.” -ha osservato. “Per descrivere un personaggio bisogna, bene o male, amarlo; affezionarvisi“. In un certo senso ha ragione, nelle sue osservazioni, spesso c’e l’ha. Anche nella grande letteratura, persino nel gotico, almeno per quanto stavamo ricordando, le figure negative, i cattivi, hanno una loro umanità, un aspetto positivo, una ragione. Spesso muovono a pena; così le grandi figure di Dracula, il non morto, o Frankenstein, la cosa, o il Golem; solo per citarne alcuni, i più famosi. Muovono rabbia. Li giustifica la storia, la società, l’istinto, più o meno di conservazione o basso. Sono quasi il male necessario che abbisogna ai buoni per confrontarvisi. Per essere i buoni o i giusti. C’è il cattivo puro e il cattivo subdolo. Mille sfumature di cattiveria. Spesso quando sono tra noi nemmeno ce ne accorgiamo. Probabilmente sono loro la maggioranza. Infondo sono umani.
Invece l’uomo senza qualità, la stupidità assoluta, non ha giustificazioni. Non ha né limiti né gradazioni. Non ha spessore. Non ha retro pensiero. Non ha vere finalità. Presume. E’ solo vacuo. Non si può nemmeno annoverare tra le figure negative. E’ come la gramigna, un male naturale. In realtà completamente inutile. Spesso complementare. Prima o dopo, quasi subito, si lascia scoprire e smetti di affidargli attenzione. Lo sopporti, relegandolo in un angolo perso delle tue considerazioni. E’ solo stupido. Per l’uomo è sempre stato impossibile comprendere ed accettare l’assoluto. Da un cattivo sai, bene o male, cosa puoi aspettarti, hai la sensazione di poterti difendere. Da uno stupido non sai mai cosa ti puoi aspettare. Da uno stupido del genere ti puoi aspettare tutto e niente; qualsiasi cosa. Sa fare del male disinteressatamente, distrattamente, gratuitamente, senza rendersene conto. Colpire ovunque. Persino sé stesso. Sa fare il nulla. I risultati sono solo disarmanti.
Eppure amano, spesso di più, soffrono, spesso di più, almeno a sentir loro, nascono da una donna e sono destinati a morire, spesso senza aver provato a vivere. A volte sanno ascoltare, ma per loro è una grande fatica. Sempre sanno ripetere o riportare. Espurgano le parole come fiotti di urina; se ne liberano. Ne è nata quasi una sfida. Provare a descriverne uno, qualcuno. Cogliere lo stereotipo. Quello che non è riuscito nella letteratura. Anche se facendolo in questa piccola letteratura che è la scrittura da blog. Anche perché molti affinano la loro stupidità assoluta nel tempo associandola ad una buona dose di presunzione. Questo li può rendere, in un certo senso, a loro modo affascinanti. Solitamente uno stupido non sa di esserlo ma, all’opposto, si convince di essere tutt’altro. Si ammira davanti ad uno specchio. Si riempie di autoconsiderazione. Ti spiega lui cos’è e cosa dovresti pensare di lui. Sarebbero l’ironia non fossero persone. Di un personaggio simile ricordo, in questo mentre, una sua affermazione sintomatica: “Anche se non sembra io ho una forte personalità“. Attenzione: pur di non contrariarlo lo avevano promosso presidente di una municipalizzata. Da parte mia allargo la sfida a tutti quelli che passano a leggere. A chi usa uno spazio della rete per scrivere prosa.
Io amo le sfide. Io, da parte mia, ho almeno tre soggetti di ispirazione; al momento. Credo che pian piano cercherò di farne un profilo. Qualche idea comincia a formarsi in testa. Potrei partire dalle scarpe. O dal sorriso affabile ma perso. O dai capelli che ricoprono un vuoto pneumatico. O dall’eleganza scelta da altri. Si spingono spesso ad assumere pose da intellettuali e a vestirsi e ispirarsi come tali. O dalle mani che roteano e disegnano l’aria per accompagnare il suono della sua voce. Cercano di dar corpo anche ai loro silenzio; fingono di pensare un pensiero. Fingono l’impossibile. Credo che potrei anche scegliere già di dargli un nome. Il nome del personaggio letterario, si intende, potrebbe, per me, essere Felice. Credo potrebbe essere un nome adatto per un personaggio, sempre immaginario, che porta in sé la stupidità assoluta. Infondo chi è più felice di chi è costretto ad esserlo per anagrafe e di chi, purtroppo, non per colpa propria, ma per tara, o per aspirazione, è condannato a non capire? Infondo tra queste due sfumature si può comprendere tutti, ma un Felice mi sembra perfetto ad incarnare la figura di colui che solo per definizione propria può essere tutto, proprio perché è il nulla.
Abbiamo osservato attentamente alcuni di questi Felice, che nella realtà, naturalmente, non si chiamano così, e lentamente si sono fatti oggetto di studio. E non parlo dell’idiota che è condannato dall’epilessia e dalla sua scelta d’amare. Non parlo di un Forrest Gump che, sin dalla nascita, ha limitazioni cognitive. Parlo di un essere normale che sceglie, fin dall’inizio, di condannarsi a non capire per scelta propria e primigenia. Di non elaborare un pensiero in proprio. Lui le cose le fa. Per molto ne abbiamo inseguito il senso prima di sospettare che non c’era un senso, ne un disegno, ne un fine, ne un nesso, ne un contesto. Appunto: non c’era niente. E appare esponente di una umanità in via di diffusione.

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: