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Posts Tagged ‘strage’

L'orologio della stazione fermo al momento dello scoppioIl 2 agosto 1980, alle ore 10,25, una bomba esplose nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna.

Nessuno potrà mai dimenticare. Uniti nel dolore ai famigliari delle vittime che chiedono ancora si faccia piena luce sulle responsabilità e sui mandanti. ORA E SEMPRE RESISTENZA.

Manifestazione per il trentennale della strage

Manifestazione per il trentennale della strage

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Tecnica mista su cartone telato: informale su variazioni di rossoAnche il ricordo fatica. Un nuovo mondo veniva alla luce e non c’era stato prima. Non c’era mai stato un ragazzo a dar calci a un pallone. I calcinacci li spalavano ancora di saggina. Cos’era la musica allora? quando è nata la musica. Allora era rubare un sogno. Tornavo a casa correndo col disco lucido e nero e lo mettevo nel piatto fino a consumarsi. E il giorno appresso ancora, e aveva colori e sapori nuovi. E imparavo le parole anche quando erano suoni che non conoscevo. Alle mie orecchie cercavo di farli suonare almeno simili. E le cantavo stonato come fossimo in tanti o cantavo Annamaria alla mia malinconia o a lei dopo averla conosciuta. Con quella voce che è rimasta uguale e gl’occhi che invece non sono più gli stessi. E loro parlavano di me e io di loro. E poi la prima autostrada senza riprendere fiato e sempre la mia musica con me a squarciagola. Ma poi entri ed esci dalle stanze e le stanze ti lasciano sempre qualcosa addosso. Ieri sera non era una sera come un’altra e ogni anno voleva raccontarsi. Chiudo le palpebre e torno a rubare o mi lecco le ferite e ho perso il conto. Non ho più quel giradischi ne un giradischi. Non ci sono più i dischi. Rimetto Contessa che l’ho rubata in rete e tutto torna vivo. Alzo il volume. Sarò anche uno stupido. Sarà anche vero che non succede mai due volte, ma quando devo scendere alla stazione di Bologna non riesco a non aver rancore.

Fotografia BN dell'orologio della stazione di Bologna fermo all'ora della stragePaolo Pietrangeli: Contessa

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La guerra sembra non avere pause; è persino troppo impegnativo mantenere un elenco.
Nella Ue, una vittima ogni tre minuti
Morti di Settimo, denunciato un egiziano
E’ il titolare di un’impresa che si occupa di ponteggi: avrebbe reclutato lui i connazionali deceduti nel cantiere.

Tra gli altri, questi di venerdì scorso, sono altri due. Non so se contano meno essendo egiziani o se “l’imprenditore” è più colpevole essendo un loro connazionale.

Le varie anime della Sinistra Rifondarola deplorano le morti sul lavoro
La Sinistra Comunista Italiana deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Critica deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Antagonista deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Rivoluzionaria [IVª Internazionale] deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Trotskista e Leninista deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Democratica deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Democrstiana deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Biologica [leggi Verdi] deplora le morti sul lavoro
Persino la Sinistra che non è di sinistra deplora le morti sul lavoro
Anche tutte le Sinistre che posso aver dimenticato, naturalmente, deplorano le morti sul lavoro
La Sinistra solo Sinistra, riunita nel cimitero monumentale del Verano, probabilmente lo farebbe ma resta in un raccolto silenzio.
All’appello continua a mancare una Sinistra di Governo ma nessuno sembra darsene pena.

Quello che so è che è l’unica guerra che non compare nell’elenco dei conflitti ancora in atto al mondo.
Quello che so è che non è civiltà quella che massacra le sue genti.

E poi… Questo è solo un blog
[Audio “http://se.mario2.googlepages.com/Certoipadronimorranno.mp3”%5D

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Passata la commozione del primo momento. Vinta la riservatezza. Persa la voglia persino di sorridere. Un titolo cita: Tragedia di Mineo: “Non dovevano essere lì”.

Parrebbe, e dico parrebbe, che le loro sbadataggine si fosse spinta fino a recarvisi senza invito; sembra non sia proprio così, ma l’esatto opposto. Che poi non ci sarebbe miglior silenzio che quello per questo momento. Lo so che non cambia nulla. Lo so che la collera non è mai razionale. Certo ho amarezza. Spero mi sia ancora permesso almeno quella.

  • E’ pur vero che siamo un paese civile e perciò non può più esistere, al giorno d’oggi, la lotta di classe.
  • E’ pur vero che non esiste più il padrone ma solo l’imprenditore, qualche volta persino illuminato; quello che ci da il lavoro.
  • E’ pur vero che non esiste più la classe operaia (spesso in ferie a Sharm El Sheik) e che il benessere è benessere per tutti, magari non allo stesso modo.

Però è altrettanto vero che esiste ancora la condizione operaia (non ditelo ai compagni, non vorrei disturbare i loro sonni, o che ne facessero campagna di propaganda) e che è una condizione non priva di rischi.

La conta dei morti di un solo giorno, quel maledetto giorno, sale a dieci (dieci). E’ una vera guerra e i caduti sono tutti operai; un vero esercito senza speranze. Una conta che, a mio avviso, è destinata ad aumentare. Una guerra che non perdona. Sarà anche il prezzo del progresso ma… almeno una volta c’era la rabbia, oggi c’è solo rassegnazione. E vorrei dire ad un amico, che non mi può leggere perché non sa: Gramsci non abita più là.

[Audio “http://se.mario2.googlepages.com/Uguaglianza.mp3”%5D

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