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Posts Tagged ‘tranquillità’

Non potendo prenderlo sulle ginocchia fu lui a accomodarsi su quelle del padre. Non l’aveva mai fatto salire quand’era piccolo e non si sentiva più un piccolo. Cercò la novella che ricordava. Voleva dedicargliela e dedicargli la lettura. Sapeva che non avrebbe capito ma ci voleva sperare. Avrebbe dovuto ascoltarlo. Non aveva altra risorsa che quella di illudersi. Le parole dirette gli costavano fatica. E lui non le avrebbe accettate. E temeva se ne potesse sentire offeso. Son così strani i grandi. Aveva sempre cercato di camminare con delicatezza sui sentimenti degli altri. Che poi per capire non serve essere studiati. Si accorse che l’emozione gioca scherzi ingiusti. Il suono di quelle parole incespicava come per ulteriore pudore. Improvvisamente persino quel piccolo contatto divenne imbarazzo. E la novella era… banale, c’entrava meno dei cavoli. Forse la scelta era stata una scelta affrettata. Ed è così complicato il gioco delle parti. Quel libro parlava di ombre e della paura del buio e di amori della sera. L’ombra che lo seguiva e perseguitava era grande e grossa. Quell’uomo, suo padre, aveva sempre detto che più erano grossi e con più soddisfazione se li sarebbe mangiati a colazione. Che era un motivo in più per abbatterli e che la loro caduta avrebbe fatto più rumore. Anche lui era stato grande e grosso ed era stato giovane. Si accorse che i suoi occhi si erano abbassati e che si era abbandonato ad un sonno tranquillo.

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