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Posts Tagged ‘Veltroni’

politica3Mi ero riproposto, a suo tempo, il sabato, di commentare, eventualmente, qualora ce ne fossero, fatti e notizie di attualità. Da un po’ di giorni tengo sottocchio i giornali e le news. Cerco di tenermi aggiornato e al corrente. Non che non ci siano novità. E’ che ho cercato bene e non sono riuscito a trovare, da nessuna parte, il cartello: “Siete su scherzi a parte“. Avvertitemi se mi sono distratto.

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Cari compagni
Veltroni mi ricorda la bella addormentata; perché? Cento punti a chi indovina la risposta. Non vedo un progetto di governo, ne tanto meno di sviluppo e società, da parte di questa opposizione; dov’è la novità? In questo caso la risposta vale 250 punti. I compagni dell’area dell’arcobaleno, detti anche amici antagonisti, vanno in piazza; e allora? Solo cinque miseri punti. La notizia sarebbe se andassero a prendere una pizza. Gli studenti invadono le piazze. Nessuna domanda. Solo nostalgia. Mi ricordano il sessantotto.
La Gelmini vuole chiudere la scuola pubblica. Brunetta, come economista, ci invita a investire ch’è questo il momento e spiega che lui non lo fa solo perché non ha soldi; quasi quasi organizzo una colletta per il povero microbo-ministro. Certo è facile l’ottimismo con i soldi degli altri. Brunetta, come ministro dell’innovazione o di che ne so, vuole limitare le libertà sindacali, invita alla delazione nel pubblico impiego e agli stessi controlli degli stadi. La lega propone classi separate per gli studenti (di ogni ordine e posto) diverse, per colore, per religione, per lingua, sospetto anche per credo politico. Già me li vedo stabilire quest’ultima discriminante all’interno dei nido affidati esclusivamente a suore. Però è stata (per ora) risolta la crisi dell’Alitalia con una cordata inventata dove a capo c’è chi ha credenziali ben poco rassicuranti. Il papa mette lingua anche in quel posto delle galline, ma sembra che in questo il governo attuale non c’entri. Mediaset, l’azienda del premier, vale il 40 % rispetto a poco tempo fa e Grillo invita a comprarla. Le rimanenti cattive notizie alla prossima puntata. Anche se molti compagni insistono ribadisco che, per quanto possano sembrare simili, questo centro-destradestra&sinistra non sono uguali. E non è solo una questione semantica.

Caro amico (che non leggi)
Uguale differenza (veramente maggiore) corre tra apartitico e apolitico.

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A volte ripetersi non è un difetto ma una necessità. Perché il piccolo e nato malfatto? Possiamo dare colpa alla levatrice? Forse che si, forse che no.
L’Italia ha bisogno di un soggetto politico che rappresenti le istanze progressiste, laburiste, socialiste, riformatrici, etc. chiamiamole come si vuole. La catastrofe del governo Prodi crea la necessità della creazione di un soggetto politico che rappresenti le istanze progressiste, laburiste, socialiste, riformatrici, etc. chiamiamole come si vuole e di farlo in tempi bravi. Quello che il paese si aspetta dai tempi tangentopoli Uolter Ueltroni pensa di inventarselo in pochi mesi; la storia, se non da appuntamenti, nemmeno aspetta. Tra il prima e il dopo cosa ci racconta la cronaca? La cronaca racconta di “una metà del paese” (beh! molto quasi, scarseggiante) che sa dire ma non fare. Che critica sprezzante e con argomenti (fumosi) ma che non propone soluzioni. Che cerca di rimuovere i problemi che affiorano sia nella società, che nell’economia, che nella democrazia. Come si diceva una volta: una sinistra che (per vizi congeniti) sa essere solo opposizione (piangina). Cosa ci racconta la “cronaca al passato prossimo” al proposito di come viene concepito il bambino? Non vi è un vero e proprio scioglimento dei due maggiori partner che dovrebbero andare a fondare questo nuovo soggetto politico (magari l’ho già detto). Questo comporta che non si passa attraverso una “assemblea costituente” ma solo ad un “congresso fondativo” (in realtà è una vera e propria fusione a freddo) che cerca di armonizzare inutilmente le varie anime dei due e, soprattutto, le varie strutture. Ne consegue che il dibattito (e i suoi veleni), che non si fa e risolve prima, resta da affrontare. Che quei veleni e contraddizioni e ambiguità e ambizioni fanno parte genetica del nascituro. L’identità e il programma del nuovo “partito” mancano puntualmente. Ma il buon Uolter fa di più: non apre nemmeno un dibattito con le forze più vicine ovvero usa, nei confronti di ex-alleati, due pesi e due misure. Mi sembra emblematico che un partito che entra nella Internazionale Socialista si trovi costretto a doversi definire (le necessità mi sono oscure) non di sinistra, e non cerchi di rappresentare e associare le vere istanze socialiste che (anche se poche e malamente e scarsamente rappresentate) sopravvivono nel paese. Perché poi il paese, e il suo elettorato, dovesse premiare, con la maggioranza, questa alchimia mi risulta oscuro. Perché gli italiani dovessero dare fiducia ad un governo suicidatosi, ugualmente. Il nuovo sembra già vecchio e assomiglia più che ad un partito ad una associazione amicale (usando un termine molto amato da un amico). E’ naturale che perse le elezioni, passato l’estate, mancati vari appuntamenti, non definita ancora una strategia politica e nemmeno un linguaggio, il Partito Democratico è ancora immobilizzato a definire ruoli e a risolvere le divergenze interne. Tutto questo porta ad una deriva continua. Allarmante però è la certezza che è la Politica ad essere in crisi (in una crisi strutturale), non parte o in toto i soggetti politici. Ma questo forse non è, in Italia, un problema dei nostri giorni. Forse è un problema nella nostra storia.

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Forse è solo una sensazione, ma una brutta sensazione, questo sapore di salato in bocca; questa insoddisfazione; questo senso di impotenza. Mi sembra che il tempo scorra in una immobilità inesorabile. Ho come l’impressione che ci siano molti stati nello Stato ma che noi non ne facciamo parte.

A forza di gridare al lupo, arrivato il lupo, nessuno dà più ascolto a chiunque gridi. Hai voglia a spiegarglielo agli italiani, ora che sempre più hanno altre cose per la testa. Tutti si fanno gli affari propri, perché lui (come Uolter nemmeno lo nomino) dovrebbe essere diverso, è italiano al cento per cento e anche di più? Infondo non siamo forse il paese, retto a repubblica, che ha un re che può uccidere impunemente, e che chiede i danni per i disastri che la sua famiglia ha fatto, per fortuna, nel passato? Chissà se siamo assicurati contro “disgrazie e calamità” simili. Perché un parlamento, che ha sempre fatto delle leggi che per primo non ha mai rispettato, dovrebbe comportarsi diversamente? Persino Chaplin lo diceva che se uccidi un uomo sei un assassino (va bene pure una donna), ma se ne uccidi molti sei un soldato o un eroe. Si devono sempre ricordare queste piccole ma sostanziali differenze? Perché una magistratura, che pretende di applicare quelle leggi fatte per essere disattese, ovvero applicate ai tutti ma non ai pochi, dovrebbe avere la dignità di essere difesa? Ce lo ha insegnato il cavaliere Benito quando si assunse la responsabilità morale del delitto Matteotti dicendo all’incirca: “Provate ora a processare me”. Perché questo sentore, questa sensazione, non appartiene alla cronaca ma alla storia del mio Paese. Provate ad entrare oggi in un aula di tribunale e vi accorgerete se quella scritta, “la legge è uguale per tutti”, che spesso non è nemmeno presente, la scritta non la legge, non è palese che è satira. Perché un popolo di pecore dovrebbe volersi arrogare il diritto di scegliersi i pastori e i cani? Si sono mai viste pecore che fanno di testa loro? Perché una minoranza dovrebbe avere voce in capitolo sulle decisioni importanti per il paese? Impari a farsi prima maggioranza, e senza tanto rumore (per nulla). Che poi è una minoranza, mica una opposizione. (Una domanda che riguarda una questione personale) perché una amministrazione dovrebbe accettare al suo interno chi la pensa diversamente? I diversi sono diversi e basta (mi trovo ad essere un diverso politico). Perché la storia dei furbi dovrebbe oggi premiare con una scelta sui meriti? Perché un governo da avanspettacolo non dovrebbe contemplare al suo interno il nano e la soubrette? Che, ammesso e non concesso, non sarebbe nemmeno la prima volta che portiamo il porno in parlamento. Perché…….
Tante vicende.
Tante domande.

In occasione della manifestazione di oggi al Lido di Venezia abbiamo scritto a Brunetta.

* Button per gentile concessione di Visco.

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Politica. Almeno il martedì mi ero ripromesso di parlare di politica. Mi rode questo male congenito. Mi metto davanti alla tastiera e mi passa il buonumore. Per giunta è estate e il periodo più congiunturale dell’estate, ma almeno c’è il silenzio. Cosa si può dire oggi anche cercando di tenersi al di fuori di queste piccole beghe da bottegai?
Il vocabolo deriva dell’aggettivo politico, dal latino politicus che, a sua volta, deriva dal greco politikos, la cui radice è polis, cioè città. Non sarebbe il caso di ricordare che per i greci polis è il termine con cui si indicava la città come stato ma lo faccio ugualmente, per precauzione (vedi mai che mi legga anche un politico). Coincidendo (in quel caso) la città con lo Stato, con politikos si deve intendere ciò che è pubblico, ovvero di tutti. Se ne deduce che la politica dovrebbe occuparsi del “bene” dei tutti; dello stato. E’ probabile che dobbiamo, per primo, a Platone l’utilizzo di questo termine in questo senso. La politica è arte e scienza di governo.
Max Weber sostiene che l’uomo politico deve liberarsi della vanità comune a tutti (è di moda citarlo e fa tanto le cose le so anch’io). Lui stesso si rende conto però come storicamente “il risultato finale dell’azione politica è spesso, dico meglio, è di regola in un rapporto assolutamente inadeguato e sovente addirittura paradossale col suo significato originario. Ma appunto perciò non deve mancare all’azione politica questo suo significato di servire a una causa, ove essa debba avere una sua intima consistenza“. E ricerca le vere ragioni e cause della politica nella fede (credo si intenda il termine come ideale); nel servire (la nazione o l’umanità) per fini sociali, etici o culturali, etc.
Ora proviamo a fare un giochino anche se io sono tutt’altro che un nostalgico. Paragoniamo il primo e l’ultimo governo della nostra Repubblica (dove, per quest’ultimo, persino i nomi non sembrano beneauguranti). Il primo in realtà è il quinto dopo l’assemblea costituente e i tre che vedono la partecipazione dell’allora Partito Comunista e che possiamo considerare governi di Unità Nazionale per necessità di emergenza.
Governo De Gasperi V
Dove non diversamente specificato i nomi tra parentesi sono di sottosegretari.
Alcide De Gasperi, Attilio Piccioni, Giovanni Porzio, Giuseppe Saragat; Giulio Andreotti, Roberto Tremelloni (poi Alberto Giovannini), Carlo Sforza (Aldo Moro), Mario Scelba, Giuseppe Grassi, Giuseppe Pella, Ezio Vanoni (Silvio Gava), Randolfo Pacciardi, Guido Gonella, Umberto Tupini, Antonio Segni (Emilio Colombo), Guido Corbellini (Bernardo Mattarella), Angelo Raffaele Jervolino, Ivan Matteo Lombardo, Cesare Merzagora, Giuseppe Saragat, Amintore Fanfani (Giorgio La Pira)
Governo Berlusconi IV
Silvio Berlusconi (Gianni Letta, Paolo Bonaiuti, Gianfranco Miccichè, Carlo Giovanardi, Michela Vittoria Brambilla, Aldo Brancher, Rocco Crimi, Maurizio Balocchi, Guido Bertolaso), Elio Vito, Umberto Bossi, Raffaele Fitto, Roberto Calderoli, Andrea Ronchi, Renato Brunetta, Gianfranco Rotondi, Mara Carfagna, Giorgia Meloni, Franco Frattini (Stefania Craxi), Roberto Maroni, Maurizio Sacconi, Giulio Tremonti, Angelino Alfano, Claudio Scajola, Ignazio La Russa, Altero Matteoli (Roberto Castelli), Mariastella Gelmini, Luca Zaia, Stefania Prestigiacomo, Sandro Bondi.

Non ho fratto commenti. Avete visto tutti che non ho fatto commenti. Testimoni.
Ci siamo ridotti ad essere il paese in cui Bossi si limita a fare la politica con un dito e il sig. presidente Cainano (già psiconano) con due.
Uolter? Uolter sgrana gli occhi, si finge sorpreso; non ha nemmeno il coraggio di dire che lui ha una idea diversa.

Il “Button” mi è stato gentilmente inviato da un “amico” blogger: Visco.

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Io faccio una politica di sinistra

Che altro dire?

Ferrero (il mezzo segretario), Uoltere (la mezza sega), persino Di Pietro (che proprio di sinistra non sarebbe) erano preoccupati per la mancanza di alternativa a questa politica. Finalmente il governo avrà una opposizione e stanco di aspettare se la farà da solo.

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NOTTE GIALLA A SPINOLA IL 5 LUGLIO
Musica, giochi, animazioni e negozi aperti fino a mezzanotte!
La notte del 5 luglio è stata festa grande a Spinola. Tutte le piazze della città si sono vestite di luci, musica ed allegria per festeggiare l’estate e riscoprire il gusto di vivere Spinola.
Negozi aperti fino a mezzanotte, tanta musica e animazioni per bambini con il clown Bistecca e i giochi gonfiabili.

Il morbo si sta diffondendo. Anche noi abbiamo voluto far le cose in grande. Spinola come Roma, cioè notte gialla come le notti bianche. Taragnin come Uolter, o meglio come Rutelli (questo è un vero, sincero augurio, visti i risultati raggiunti dal bel Checco, ovvero dal marito della PalomBella Barbara). La città (sic!) è un ring. Si! siamo in campagna elettorale. Temevo per quel giallo e invece stavolta mi son trovato solo a gozzovigliare. I politici giravano i tavoli in cerca di voti disposti a ragranellare anche un indizio di non antipatia. C’erano tutti: maggioranza e opposizione, anche se l’opposizione era semplicemente a passeggio; non sa ancora che si andrà a votare. Nessuno li ha avvertiti. Soprattutto c’era Lui, il sindaco in carica e prossimo Sindaco ombra (fosse solo per Lui). I bookmaker lo danno in netto svantaggio ma certamente le quote si pareggeranno appena si paleserà la discesa in campo dei cervelloni del PD. Nessuno nutre più alcun dubbio che nessuno come loro sa fare campagna elettorale per la parte avversa. Infatti osservando l’andirivieni del primo cittadino, e venendo un po’ meno la fiducia nella politica, non restava che confidare nella prova del palloncino. Ma c’era anche l’anonimo candidato in maglietta gialla (ecco perché la notte doveva essere gialla, dovevano esserne avanzate una mezza dozzina quali fondi di magazzino); talmente anonimo, il candidato, che se non mi fidassi del suo cattivo gusto non lo riconoscerei nemmeno quando è solo. Invece bastava cercare uno ridicolo dentro un giallo canarino che offendeva gli occhi e lo trovavi. Certo che per una maglietta simile non possono che aver fatto prezzi stracciati.
Lui parlava e nemmeno quelli che gli stavano davanti gli prestavano la minima attenzione. Ora sembra che le trattative stiano procedendo febbrili anche perché prudentemente evitano di mandarci lui, il candidato. Sembra che anche l’ultimo gli abbia risposto pan per focaccia. Gente che fino a ieri si era scannata si rintanava, nella notte gialla, dietro un tronco superstite cercando di passare inosservata tra la folla. Le contrattazioni più difficili vanno addirittura a rifugiarsi fuori dal territorio; infatti pare, ma questo non è certo, che per la delicatezza di alcune mediazioni si sia ricorsi a cercare asilo politico nella vicina Tisana. Se prendi un caffè in compagnia c’è il rischio che venga qualcuno ad offrirsi per una alleanza. Voci attendibili valutano ormai che per ogni gruppo che può garantire almeno 3 (tre voti) ci sia una offerta della maggioranza di almeno due posti. Ho paura che si stia confondendo i numeri di Giunta e Consiglio con quelli di una platea ottimista per la prossima rappresentazione di Madame Butterfly (che neanche se la facessero alla Fenice…); oppure forse, qui a Spinola, siamo già alla Democrazia diretta e non me ne sono accorto, perché dovremmo raggiungere almeno più eletti che famiglie¹.


1] Qualsiasi altra descrizione della serata è puramente falsa e tendenziosa.
Per questioni inerenti la calendarizzazione di questo blog la notizia è stata diffusa già da altro/a inqualificabile blogger che ha lasciato trapelare alcune indiscrezioni che ci costringono ad anticipare, in un prossimo futuro, la campagna elettorale per il nuovo candidato (ops. candidata) a sindaco di Spinola. Stiamo già preparando i primi manifesti.

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Cervello in vendita

Finalmente, anche se per pochi minuti, trovate le prove dei brogli elettorali. Quello che si era sempre sospettato ora è stato provato. In un sito sono apparse le immagini inoppugnabili di alcune schede contraffatte e, addirittura, dei tabulati dei votanti falsificati ad arte. Le copie sono state pubblicate, per essere subito poi ritirate, siamo in attesa di scoprirne il motivo, in un blog nella rete. Si tratta del blog: “Ce l’abbiamo duro; ma intendiamo tenercelo” (viene inteso il cervello). Naturalmente si tratta di un blog leghista, che essendo Leghista ma del dissenso da questa politica del “chiedi e dimentica“, sottotitola: “Leghisti si, fessi no“. Prima che il post fosse proditoriamente cancellato, si parla anche di hackeraggio, pare stiano volando denunce e querele e controdenunce, tutti i navigatori naviganti hanno potuto vedere, con i loro occhi, apparire nei monitors le prove della truffa. E certo che almeno 3.000.000 (tremilioni) di false schede hanno partecipato a far vincere a Uolter Ueltroni le primarie del Partito Democratico (cioè il noto PD senza la L, partito di maggioranza [ahh!!! ahh!!!] della minoranza). Pare anche assodato, strano a dirsi, come quei voti siano stati inviati da consociate interne in Mediaset.

P.S. Soffermandoci sulle stesse primarie si è rilevato come tutte le quindici schede a favore di Mario Adinolfi siano state invalidate poiché recavano in calce la firma: Mario Adinolfi for Premier e il cognome Adinolfi for Premier non risultava in nessun tabulato.

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scacchiera con scacchiCaro Uolter (e cari lettori tutti)¹

Mi permetto di importunare e richiamare l’attenzione per cercare di capire, ma prometto d’essere breve. Quello che mi gira torno mi riesce di difficile lettura. Politica? No! Un semplice quesito matematico.

Date per verificate le prime tre equazioni il candidato risolva la quarta definendo con lo 0 (zero) assoluto il risultato d’insieme di partenza e quale handicap iniziale della fusione a freddo dei soggetti secondari la divisione per il massimo comune, e no, divisore coretto con uno sbarramento a piacere.

  • Un sistema proporzionale (+ o – partiti famiglia) cioè un n° TOT di partiti al quadrato non fanno una democrazia ma solo una confusione e zero governo: pn / P = 0.
  • Un sistema bipolare (diciamo all’europea) permette una democrazia + uno governo: p2 / p3 = D + G.
  • Un sistema bipartitico (diciamo all’Americana) può permettere una democrazia, all’americana (C.S.): pn / pn = U.S.A..
  • Un sistema a partito unico (diciamo il Veltrusconi), non potendo essere democrazia, cos’è?

Rispettosamente


¹ Lettera aperta a Uolter e alla rete tutta: Se non è Zimbabwe poco manca.

Modena City Ramblers: El presidente [Audio “http://se.mario2.googlepages.com/ElPresidente.mp3”%5D

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Stella HoollywoodianaMica me lo voglio perdere. E chi sono io, meno di altri? Se tutti ne parlano, e addirittura ci litigano, allora ne voglio parlare anch’io. Dev’esser il fatto del giorno, o almeno di questo periodo. Non vorrei che si dicesse che qui non si presta attenzione alle novità, ai grandi eventi, all’attualità. Anzi ne avrei anche parlato subito ma volevo vedere come andava a finire. E allora dico anch’io la mia su Mario Adinolfi: Mario Adinolfi!
In realtà non avrei altro da dire. Non mi sembra ci sia poi altro da dire.

Giovane, non sembra sia poi tanto ggiovane, pare nato già con compiuti i suoi primi quarant’anni. Con la sua aria paciosa sorride sornione come se lui avesse una risposta; non c’è là. Si propone a capo di quella nuova classe dirigente di cui ho già avuto modo di parlare, in base a quale diritto democratico non ce lo spiega; se lo trovi chi vuole. Lui cià un’idea, beh! non proprio un’idea, forse è troppo, avercene coi tempi che corrono; insomma… c’è sempre speranza, magari per sentito dire. Se non sa che dire, succede, veramente succede sempre, allora si autocita: Io su questo ieri ho provato a dire alcune cose. Io ho dettato una dichiarazione (notare come sottolinei sempre come quello che parla è il suo Io). Persino il giornale che legge se lo scrive da solo. Dev’esser per quello… Chiamalo scemo. E’ più Berlusconiano dello stesso Berlusconi. Lui è ggiovane (per fortuna ancora per poco) e poi è blogger e di questo ci campa e ne ha fatto un lavoro. Provate voi che come coglioni vi alzate ogni mattina. Non avendo spessore, non parliamo di spessore nel senso fisico cioè di cintola, non ha nemici. Meno dici e meglio è che magari non si sa mai. Il suo credo è: blogger di tutto il mondo unitevi.
Testa di statua di Giulio Cesare. E\' già troppo la testa, figuriamoci la statua intera Se alla politica mancava di vedere anche questa, lui è pronto. Non ci fosse bisognerebbe inventarselo. Non so ancora se ce lo siamo inventato proprio da noi (per fare dispetti al marito di nostra moglie non ci batte nessuno) o se ci ha pensato direttamente il cainano, già denominato psiconano. Ora abbiamo anche il microcefalo/unicellulare. Con tutte le disgrazie che ha il nostro paese almeno… Mario, Facce ride.
Lunga vita al compagno (!?!) Uolter.

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Fabrizio De Andrè: Un matto (Dietro ogni scemo c’e’ un villaggio) [Audio “http://se.mario2.googlepages.com/Unmatto.mp3”%5D

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